REGGIO EMILIA – Fare cultura è anche fare impresa, buona e sostenibile. È un circuito virtuoso: lavorare bene significa vivere bene e se si sta bene si lavora anche meglio. Tutto ciò, studi scientifici alla mano, giova al bilancio materiale e immateriale, sia quello personale, sia quelli delle aziende e del sistema culturale.

In America, quella del 1968, Robert Kennedy, nel suo celebre discorso sul PIL e la felicità, diceva che era tempo di “confrontarci con la povertà di soddisfazione, che ci affligge tutti” e aggiungeva che il Prodotto interno lordo è importante, comprende molte cose, ma da solo non basta, perché non calcola la salute, l’istruzione, la cultura, la gioia, la bellezza della poesia, la conoscenza, il coraggio, la compassione… In altre parole, il PIL “misura qualsiasi cosa, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta”. A quasi 60 anni da quel discorso, la parola Sostenibilità prova a sintetizzare queste idee, così attuali, forti e libere.

Se fare cultura di solito è un’impresa (perché non è semplice avere buone idee e risorse adeguate per realizzarle), far incontrare cultura, arte, creatività e imprese – lavoratori, management, titolari – è una scommessa oggi necessaria, generatrice di valore per le imprese che si avvalgono della cultura e premiante per quella cultura che possa beneficiare del sostegno delle aziende.

Il valore, appunto, della Sostenibilità.

Come dire: la cultura e l’arte non sono misurabili in quantità, ma possono migliorare anche ciò che è misurabile, come il PIL, gli investimenti, l’attrattività dei territori, la crescita, generando a loro volta in uno scambio virtuoso, nuove risorse per la cultura.

Il convegno – proposto da Fondazione Palazzo Magnani, insieme con Fondazione i Teatri, Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto e con le organizzazioni di rappresentanza economica Confindustria Reggio Emilia, Legacoop Emilia Ovest e CNA di Reggio Emilia di chiamare a convegno i portatori d’interesse – l’appuntamento è rivolto anche ad associazioni culturali, amministrazioni pubbliche, professionisti e consulenti – per sensibilizzare e discutere di ESG: Environmental, Social, Governance ovvero Sostenibilità ambientale, sociale e di governo d’impresa, in cui la proposta culturale è trasversale e catalizzatrice.

Il convegno, dal titolo “Impresa, Cultura e valore della Sostenibilità”, realizzato con la collaborazione di Fondazione REI e STU Reggiane, si svolge venerdì 6 marzo prossimo nella sede del Tecnopolo di Reggio Emilia (piazzale Europa, 1) dalle ore 9,30.

– Davide Zanichelli direttore di Fondazione Palazzo Magnani

– Alessandra Sbriscia per Fondazione  i Teatri Reggio Emilia

– Raffaele Filace di Fondazione Nazionale della Danza /Aterballetto

si potranno ascoltare i contributi di esperti quali:

– Isabella Mozzoni docente di Economia aziendale all’Università di Parma, che interverrà sul tema Dal reporting alla narrazione: l’impatto nel bilancio di sostenibilità e la comunicazione dell’impegno culturale;

– Fabio Brescacin fondatore e Presidente di EcorNaturaSì su La “Steward Ownership” quale modello aziendale per lo sviluppo sociale e culturale;

Luca Torri amministratore delegato di STU Reggiane parlerà di Parco Innovazione e Sostenibilità

Giancarlo Attolini dello studio legale e tributario Asz Moore su Art Bonus, uno strumento innovativo e ancora poco noto;

– Elena Iotti di Studio SGB & Partners tratterà il tema L’importanza della lettera “S” nel sistema ESG.

Il tema sviluppato nel convegno è oltremodo attuale, dato che i criteri ESG sono previsti dalla normativa europea e nazionale nei bilanci aziendali ed orientano sempre più gli investitori, quindi i flussi di capitali, verso i gruppi che adottano e si attengono a tali criteri.

Cresce infatti la rilevanza del Bilancio di sostenibilità e degli indicatori ESG nella valutazione delle performance aziendali, sia da parte dei mercati finanziari sia della pubblica amministrazione, dei clienti e dei lavoratori.

In questo scenario il convegno intende mostrare come investire in cultura non sia solo un gesto mecenatistico, ma una strategia concreta di sviluppo sostenibile, capace di generare valore sociale misurabile, rafforzare la reputazione, migliorare gli indicatori ESG e posizionare le imprese in modo competitivo rispetto alle sfide future.

Da qui, altro obiettivo del convegno, le necessità di:

sensibilizzare le imprese del territorio al ruolo strategico della cultura;

– spiegare in concreto come gli investimenti culturali incidano sugli indicatori ESG;

– presentare strumenti operativi quali sponsorizzazioni, partnership, donazioni o strumenti agevolativi come l’Art Bonus;

– mostrare casi concreti e metriche di valutazione d’impatto sociale per aiutare le imprese a integrare cultura e sostenibilità nel proprio bilancio.

Contesto favorevole per crescere – Tutto questo, perché investire in cultura non è un costo accessorio, ma una leva di creazione di valore che rafforza l’identità e il capitale reputazionale dell’impresa, genera occupazione qualificata e coesione sociale, migliora il dialogo con la comunità e gli stakeholder, contribuisce alla rigenerazione urbana e alla qualità della vita, consolida il capitale umano e il senso di appartenenza e produce indicatori misurabili.

Il territorio di Reggio Emilia è caratterizzato da un tessuto imprenditoriale solido, innovativo e fortemente radicato nella comunità. Questo è un ottimo presupposto per implementare il sostegno al settore culturale e artistico.