I curatori, da dx, Cantoni, Tirabassi, Rossi

REGGIO EMILIA – Sabato 14 marzo 2026 ha rappresentato una data importante per la cultura e gli studi archeologici reggiani, in quanto ha avuto luogo la presentazione della rinata storica pubblicazione “Pagine di Archeologia.

La sinergia tra i Musei Civici e la Sezione Reggiana della Deputazione di Storia Patria, con il contributo della Fondazione Manodori, ha permesso di ridare vita ad un’opera che raccoglie il testimone di un’esperienza di valore maturata in oltre vent’anni: le “Pagine di Archeologia”, appunto, e di consegnare agli studiosi il primo volume di una nuova serie che al titolo originario ha aggiunto l’aggettivo “Nuove”.

La presentazione ha avuto luogo nella solenne cornice del Portico dei Marmi nel Palazzo dei Musei; sono intervenuti i curatori: Georgia Cantoni, Iames Tirabassi, Giuseppe Adriano Rossi. Un’impresa impegnativa e indispensabile, di cui si sentiva la necessità e che si colloca in quella formidabile tradizione di studi sull’archeologia e la paletnologia che ha avuto in don Gaetano Chierici un esponente di valenza riconosciuta a livello internazionale. E proprio a don Gaetano Chierici, fondatore della Deputazione reggiana, direttore del Gabinetto di Memorie Patria, poi Musei Civici, sono dedicati due importanti contributi concernenti i suoi taccuini e appunti di scavo. Di Mattia Francesco Antonio Cantatore e Matteo Tirtei è un ampio saggio sugli scavi condotti al Castello di Canossa; Iames Tirabassi presenta in modo approfondito nuovi dati sulle ricerche condotte nel sec. XIX da don Gaetano Chierici  e Giovanni Bandieri nel mantovano e nel bresciano.

I Musei Civici conservano una preziosa collezione Etnografica su cui si diffonde il puntuale saggio di Anna Bertolini; infine José Javier Aliaga Cárceles si occupa della collezione fotografia e postale di Ferdinando Rossi nell’Africa Orientale Italiana  tra il 1936 e il 1941. Pregio del volume è certamente anche il ricco corredo iconografico, che tra l’altro riproduce numerosi documenti inediti. L’auspicio è che questa pubblicazione possa proseguire con cadenza annuale implementando la già ricca bibliografia su questa disciplina, che a Regio ha avuto esponenti di primo piano e non sempre adeguatamente conosciuti.