
REGGIO EMILIA – Hanno suscitato grande rammarico nella comunità internazionale, laica e religiosa, le parole pronunciate nelle scorse ore dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nei confronti di Papa Leone XIV. La Chiesa di Reggio Emilia–Guastalla ha espresso piena vicinanza al Santo Padre. Accogliendo e condividendo il comunicato della Conferenza Episcopale Italiana, la ha ribadito la comunione con il Papa e richiama al rispetto della sua persona e del suo ministero.
“La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, rinnovando la piena comunione con il Santo Padre Leone XIV, esprime rammarico per le parole a lui rivolte nelle scorse ore dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Unendosi a quanto affermato dal Presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, Mons. Paul S. Coakley, ricorda che il Papa non è una controparte politica, ma il Successore di Pietro, chiamato a servire il Vangelo, la verità e la pace. In un tempo segnato da conflitti e tensioni internazionali, la sua voce rappresenta un richiamo esigente alla dignità della persona, al dialogo e alla responsabilità. Le Chiese che sono in Italia rinnovano al Santo Padre vicinanza, affetto e preghiera, auspicando da parte di tutti rispetto per la sua persona e per il suo ministero”.
Come riportato anche da Ansa, in un lungo e durissimo post su Truth, mentre era ancora sull’Air Force One di ritorno dalla Florida, il presidente americano ha definito Papa Leone un “debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera”.
A prendere la medesima posizione anche l’Unione Giuristi Cattolici Italiani – Sezione di Reggio Emilia che “esprime piena adesione all’appello alla pace di Papa Leone XIV, culminato nella Veglia di preghiera dell’11 aprile 2026 in San Pietro. I Vescovi americani e la CEI hanno immediatamente difeso il Santo Padre, ricordando che il Papa «non è una controparte politica, ma il Successore di Pietro, chiamato a servire il Vangelo, la verità e la pace».
Come giuristi cattolici, sappiamo che il diritto è strumento di pace e presidio della dignità di ogni persona. L’UGCI di Reggio Emilia si stringe attorno al Santo Padre e fa proprio il suo invito a far sì che ogni comunità diventi una «casa della pace», nella certezza che la pace non è un’utopia, ma una vocazione e un compito affidato a ciascuno di noi”.
Anche il Partito Democratico, sezione di Reggio Emilia, ha espresso piena vicinanza a Papa Leone XIV per il grave attacco verbale ricevuto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Sappiamo bene che la voce della Chiesa – si legge in una nota – non si spegne con la violenza, nemmeno quando essa assume la forma delle parole. Raccogliamo con convinzione lo sconcerto espresso dalla Conferenza Episcopale Italiana e dalla diocesi: non certo timore, ma profonda preoccupazione, condivisa da tanti cattolici italiani e reggiani. Ringraziamo Papa Prevost per la forza e la coerenza con cui, ogni giorno, richiama il mondo al valore supremo della pace. In queste ore il suo magistero morale appare ancora più prezioso.
Colpisce e addolora – continua – vedere a cosa sembri essersi ridotto l’uomo apparentemente più potente del mondo, che pare aver smarrito in ogni ambito il senso del limite, del rispetto istituzionale e della responsabilità verso la comunità internazionale. Continuiamo ad avere fiducia nelle energie democratiche del popolo americano e nella forza delle istituzioni libere. Per questo, oggi più che mai, sentiamo che il mondo attraversa un passaggio di reale pericolo, nel quale – conclude – la voce della pace deve essere difesa con ancora maggiore determinazione”.
“Papa Leone XIV – scrive il prof Giuseppe Adriano Rossi, Presidente della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi – ha fatto della pace l’icona del suo magistero e saggiamente sabato sera nella veglia di preghiera in Ghiara sono stati proposti passi dei suoi messaggio per una pace disarmata e disarmante. “Siano più che mai vicini ai giovani che soffrono il male più grave, quello procurato da altri uomini. Siano con i giovani di Gaza, siano con i giovani del’Ucraina, con quelli di ogni terra insanguinata dalle guerre”. Tanto basta per capire che certamente Leone XIV non è un Papa né debole, né disastroso e nulla ha da imparare dal 47° presidente deli USA”.


