Immagine d’archivio

REGGIO EMILIA – Inizialmente, il ritrovamento aveva fatto gelare il sangue ai proprietari: quei fori netti nel vetro del portone d’ingresso e i frammenti di metallo sparsi sul marciapiede sembravano i segni inequivocabili di un grave atto intimidatorio. Un avvertimento in pieno stile malavitoso contro l’officina, un messaggio sinistro che aveva subito attivato la massima allerta tra gli stessi Carabinieri.

Tuttavia, le meticolose indagini condotte dai militari hanno rivelato una verità ben diversa e, se possibile, ancora più surreale. Non c’era alcuna strategia criminale dietro quei fori, ma solo la sconsiderata condotta di un individuo che aveva deciso di trasformare un’area privata in un tiro a segno “clandestino”. L’uomo avrebbe infatti allestito all’interno di un magazzino una sorta di poligono di tiro artigianale. Utilizzando bersagli di fortuna e una carabina ad aria compressa, si era dedicato a lunghe sessioni di allenamento balistico. Peccato, però, che la sua mira – o forse la barriera protettiva – fosse decisamente carente: i proiettili, mancando i bersagli, finivano per colpire ripetutamente una carrozzeria vicina, distante circa 100 metri, e perfino la segnaletica stradale circostante.

La scoperta è stata fatta dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Reggio Emilia nei primi giorni di aprile, intervenuti a seguito della segnalazione di alcuni cittadini preoccupati. Dopo aver analizzato le traiettorie e i resti dei pallini rinvenuti davanti all’ingresso dell’officina, i militari sono risaliti al magazzino-poligono, ponendo fine al pericoloso “hobby” dell’uomo. Per questi motivi, con l’accusa di accensioni ed esplosioni pericolose e danneggiamento, i militari della sezione operativa della compagnia di Reggio Emilia hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, diretta dal Procuratore Capo Calogero Gaetano Paci, un uomo di 56 anni, residente in città e titolare di licenza di porto di fucile per il tiro a volo.

L’analisi dei filmati ha permesso di ricostruire la dinamica degli eventi. Si poteva vedere un uomo che, dopo aver posizionato alcuni bersagli (cartoni e pannelli in legno) in direzione della pubblica via, rientrava in un magazzino situato a circa 100 metri di distanza. Pochi istanti dopo, le immagini confermavano l’esplosione di diversi colpi, seguiti dal soggetto che tornava in strada per verificare i punti di impatto e i fori prodotti sui bersagli improvvisati.

L’identificazione è avvenuta grazie all’analisi dei veicoli utilizzati dall’uomo, ripresi dalle telecamere durante i suoi spostamenti. I militari della Sezione Operativa hanno sequestro la carabina ad aria compressa di precisione utilizzata per il “tiro a segno” e tutte le altre armi e munizioni regolarmente, detenute presso l’abitazione dell’uomo (tra cui diversi fucili e armi corte), nonché dei titoli autorizzativi.