BAGNOLO IN PIANO (Reggio Emilia) – Questa mattina, a Bagnolo in Piano, si è svolta la cerimonia di riapertura al pubblico della Sala Civica situata in Piazza Garibaldi, alle spalle del Torrazzo, restituita alla cittadinanza al termine di un importante intervento di restauro e ampliamento.

L’inaugurazione ha assunto un forte valore simbolico per tutta la comunità, intrecciando la restituzione di uno spazio identitario con la commemorazione del 35° anniversario della tragedia del Moby Prince, nella quale perse la vita anche il nostro concittadino Giuliano Salsi, scomparso a soli 41 anni.

L’iniziativa, promossa insieme all’Unione Terra di Mezzo e con il patrocinio del Comune di Reggio Emilia, ha rappresentato un momento di memoria collettiva e riflessione, accompagnato dalla mostra “Archeologia di strage”, dedicata alle vittime del Moby Prince, concessa dalla famiglia Salsi e realizzata da Attilio Zavatta in collaborazione con le associazioni dei familiari.

La mattinata si è aperta al Teatro Gonzaga “Ilva Ligabue” con una commemorazione pubblica, seguita dall’intervento del dott. Francesco Sanna, coautore del volume “Il caso Moby Prince. La strage impunita”. Alle ore 12.30 si è quindi svolta l’inaugurazione ufficiale della Sala Civica con il taglio del nastro, alla presenza del Sindaco Pietro Cortenova e dell’Assessore regionale Alessio Mammi.

Nel corso della cerimonia sono intervenute le autorità e i rappresentanti delle associazioni dei familiari, portando riflessioni sul valore della memoria e sull’impegno per la verità.

Alessio Mammi, Assessore regionale all’Agricoltura  – “È significativo inaugurare questa Sala Civica insieme alla mostra. L’impegno del Comitato dei familiari delle vittime del Moby Prince è una battaglia civica che appartiene a tutto il Paese. Se restano pagine segnate da incertezze, depistaggi ed errori, la democrazia ne esce ferita. Dobbiamo quindi trovare la verità e restare al fianco dei familiari delle vittime. Grazie a tutti coloro che portano avanti la memoria. Come Regione, nel 2013 abbiamo sostenuto la commissione d’inchiesta proprio per far proseguire questo impegno: tutti i cittadini devono sentirsi parte di questa battaglia.”

Pietro Cortenova, Sindaco di Bagnolo in Piano – “Un luogo così profondamente legato all’identità e alla storia di Bagnolo, e allo stesso tempo capace di generare nuove relazioni, anche tra generazioni diverse, ci è sembrato il contesto giusto per ospitare la mostra sul Moby Prince.

Il Torrazzo, per l’intreccio delle storie che racconta, rappresenta la memoria della nostra comunità. Abbiamo pensato che proprio qui potesse aggiungersi una nuova tessera della nostra storia. Il lavoro in questo luogo è appena iniziato e andrà avanti per farne un luogo sempre più vivo e frequentato.”

Francesco Sanna, coautore del volume “Il caso Moby Prince. La strage impunita” – “Raccontare il Moby Prince significa ricordare quella che è la più grande strage della storia repubblicana, rimasta in pratica avvolta nel mistero fino al 2010. Da allora è iniziato un percorso incisivo verso una verità storica: tre commissioni d’inchiesta consecutive hanno profondamente rivisto la ricostruzione dei fatti.

La Procura di Livorno e la DDA di Firenze hanno riaperto l’inchiesta. A 35 anni di distanza il lavoro di ricostruzione resta molto complesso da ricostruire, ma, grazie al lavoro fatto, oggi sappiamo molto di più: non solo il contesto, ma anche i nomi e i cognomi dei principali responsabili della morte di 140 persone, che non sono più ignoti.

La responsabilità per ora è di natura colposa, non è emerso un dolo nelle scelte, ma anche questo riflette la storia del nostro Paese: quando le regole sulla sicurezza non vengono rispettate e chi è al vertice non fa ciò per cui è pagato, può accadere che una strage resti senza piena giustizia.”

Nel corso della mattinata è stata inoltre ricordata la cittadinanza onoraria conferita dal Comune nel 2013 a Loris Rispoli, già guida dell’associazione dei familiari delle vittime, figura che ha sempre dato battaglia affinché fosse fatta giustizia tutte le 140 vittime della tragedia.

Sergio Romboni, Associazione familiari delle vittime, ha riassunto in una frase la lotta dell”associazione. “Noi non ci fermiamo: finché non ci diranno tutta la verità sulla strage, andremo avanti.”

La mostra alla Sala Civica è visitabile oggi, sabato, fino alle ore 20.00 e domenica 19 aprile dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 20.00.