
RUBIERA (Reggio Emilia) – Non aveva accettato la decisione da parte della compagna di volerlo lasciare, allora, lui, un 49enne, aveva iniziato a mettere in atto una serie di condotte persecutorie e aggressive anche davanti al figlio minore. Questa la drammatica realtà vissuta da una donna di 48 anni residente a Rubiera, che aveva trovato il coraggio di denunciare l’uomo. Condotte persecutorie fatte di aggressioni verbali, comportamenti minacciosi e pedinamenti a seguito delle quali, al termine delle indagini, i carabinieri di Rubiera hanno denunciato il 49enne per atti persecutori. La Procura aveva richiesto e ottenuto dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia, l’applicazione nei confronti dell’uomo della misura cautelare del divieto di divieto di avvicinamento alla vittima, e l’applicazione del braccialetto elettronico. Provvedimento di natura cautelare che era stato eseguito dai carabinieri di Rubiera lo scorso mese di febbraio.
Il provvedimento aveva avuto origine da una serie di condotte iniziate nell’ottobre 2025, subito dopo la decisione della donna di interrompere il rapporto. L’uomo aveva dato vita ad una serie di violenze verbali e psicologiche, compiendo aggressioni verbali, offendendo ripetutamente la donna con termini denigratori e volgari, comportamenti minacciosi, manifestando, in un episodio, aggressività sbattendo le mani contro la porta della camera del figlio della donna, costringendoli a cercare rifugio presso una conoscente. Inoltre l’avrebbe tempestata di telefonate e messaggi a cadenza giornaliera, oltre a pedinamenti e appostamenti sotto le abitazioni dove la vittima veniva ospitata. In un’occasione le avrebbe sottratto il cellulare, inseguendola in auto, sbarrando la strada e strappandole con forza il cellulare dalle mani per impedirle di chiedere aiuto. Gravi condotte che avevano generato nella donna, un fondato timore per la propria incolumità e un perdurante stato di ansia per sé e per il proprio figlio. Per questi motivi era stata emessa la misura cautelare del divieto di avvicinamento che non è bastata per contenere le condotte persecutorie dell’uomo tanto che i Carabinieri di Rubiera avevano segnalavano gli illeciti alla Procura reggiana che ha richiesto ed ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari l’aggravamento della misura cautelare del divieto di avvicinamento ottenendo la misura cautelare del divieto di dimora nel comune di Rubiera. Ricevuta l’ordinanza di applicazione della misura cautelare i carabinieri vi hanno dato esecuzione sottoponendo l’uomo al provvedimento.


