REGGIO EMILIA – Un grave episodio si è verificato ieri sera in un condominio situato in via Paradisi, zona “calda” di Reggio Emilia già oggetto in passato di segnalazioni e interventi delle autorità per episodi legati alla sicurezza e al degrado.

Secondo una prima ricostruzione, un incendio si è sviluppato all’interno di un appartamento al cui interno risiede un soggetto fragile, tossicodipendente già noto alle forze dell’ordine. Non si sa se le fiamme siano scaturite per cause accidentali o per altri motivi: la situazione per i residenti è ormai drammatica e invivibile da tempo.

La palazzina è stata evacuata, sul posto sono infatti giunti Vigili del Fuoco e forze dell’ordine. Una volta domate le fiamme, il soggetto, che si trovava all’interno dell’abitazione insieme ad altri individui (a loro volta probabili consumatori di stupefacenti), è stato fatto rientrare. Una situazione insostenibile, per i residenti, da tempo segnalata alle autorità e alle istituzioni. A seguito di questo episodio, i condomini di via Paradisi 6-8 hanno inoltrato a questa redazione una lettera di denuncia.

“Quello che è successo stasera (ieri sera, domenica 19 aprile ndr) – si legge nella nota – in Via Paradisi non è un “incidente domestico”. È il fallimento documentato di un’intera Amministrazione e delle autorità di pubblica sicurezza. Un appartamento ha preso fuoco. All’interno, il proprietario — un soggetto con gravissima dipendenza da crack già segnalato troppe volte — si trovava in compagnia di numerosi pregiudicati. Il soggetto in questione ha un tutore e una psichiatra che lo segue.

Il palazzo è stato evacuato, sono intervenuti Vigili del Fuoco, Polizia e Croce Rossa. Il risultato? Dopo lo spegnimento delle fiamme, queste persone sono state lasciate lì. Siamo all’assurdo – proseguono: un uomo che non è in grado di intendere e volere trasforma la sua casa in
una “crack house”, appicca un incendio (volontario o colposo poco importa) che mette a rischio la vita di decine di famiglie, e le autorità lo lasciano al suo posto insieme ai suoi compagni di sballo. Chiediamo pubblicamente, al Sindaco: Perché non è stato disposto un TSO o un allontanamento immediato per motivi sanitari, visto che l’incolumità pubblica è chiaramente compromessa? Alla Procura: Perché l’appartamento non è stato posto sotto sequestro preventivo immediato dopo l’incendio?

Alle Forze dell’Ordine: Come si può permettere che soggetti già noti tornino a occupare un locale che ha appena rischiato di diventare la tomba di un intero condominio? Abbiamo i video di quanto accaduto. Abbiamo le prove che il proprietario è una vittima della droga e un pericolo per tutti noi. Non siamo più disposti ad aspettare il “morto” per vedere un intervento serio. Chiediamo – concludono – che il proprietario venga inserito immediatamente in una struttura sanitaria protetta e che l’immobile venga blindato e sottratto alla disponibilità degli spacciatori che lo usano come base. Se domani Via Paradisi dovesse bruciare di nuovo, chi sono i responsabili? Condominio via Paradisi 6-8“.