Municipio Reggio Emilia

REGGIO EMILIA – Il Consiglio comunale ha respinto – con 7 voti favorevoli (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lista civica Tarquini, Lega Salvini premier) e 22 voti contrari (Pd, M5S, Lista Marco Massari sindaco, Europa verde-Possibile, Coalizione civica) – una mozione, primo firmatario il consigliere Tarquini, di sostegno del Ddl 1722 per il contrasto all’antisemitismo.

Contestualmente alla mozione, il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno, primo firmatario il consigliere Anceschi, su “Contrasto all’antisemitismo: una priorità civile e democratica“.  Il documento è stato approvato con 17 voti favorevoli (Pd, M5S) e 6 voti contrari (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Coalizione civica). 

“Nel contesto attuale – si legge nell’Odg approvato ieri in Consiglio – il fenomeno dell’antisemitismo continua a rappresentare una delle forme più persistenti e insidiose di odio e discriminazione. Non si tratta soltanto di un retaggio del passato, ma di una realtà che colpisce persone nella loro identità e dignità, mettendo in discussione i principi fondamentali della convivenza democratica e i valori costituzionali.

I dati più recenti confermano una tendenza preoccupante. In Italia, nel corso del 2025, sono stati registrati centinaia di episodi antisemiti, in crescita rispetto agli anni precedenti. La situazione – continua – non è diversa a livello europeo, dove una parte significativa della popolazione percepisce l’antisemitismo come un problema reale e in aumento. Le forme più diffuse restano l’ostilità negli spazi pubblici e la proliferazione di contenuti d’odio sul web, elementi che contribuiscono a creare un clima sempre più ostile.

Particolarmente allarmante è ciò che emerge dal mondo dell’istruzione. Molti insegnanti dichiarano di aver assistito a episodi di antisemitismo tra studenti, inclusi casi di negazione o distorsione della Shoah e, in alcuni casi, anche aggressioni fisiche. La scuola, che dovrebbe essere un presidio educativo e culturale, si rivela invece uno dei luoghi più esposti, evidenziando la necessità di rafforzare la formazione e gli strumenti a disposizione del personale docente.

Di fronte a questo scenario, le istituzioni hanno ribadito con forza la necessità di un impegno chiaro. È stato sottolineato come non possa esserci spazio, in una democrazia, per l’odio razziale e come il riemergere di atteggiamenti antisemiti rappresenti un segnale di grave pericolo sociale. Anche sul piano legislativo sono stati avviati percorsi per rafforzare le strategie di contrasto, pur mantenendo ferma la distinzione tra antisemitismo e legittima critica politica. In particolare, viene ribadito che criticare le politiche di uno Stato non equivale in alcun modo a esprimere odio verso un popolo o una religione: confondere questi piani rischia di indebolire sia la lotta all’antisemitismo sia la qualità del dibattito democratico.

In questo quadro, il ruolo delle comunità locali diventa centrale. Città con una forte tradizione antifascista e democratica sono chiamate a rinnovare il proprio impegno nella difesa dei diritti e nella promozione della memoria. Contrastare l’antisemitismo, infatti, non è soltanto una questione normativa, ma una responsabilità civile che riguarda la tutela concreta delle persone. Significa garantire a ogni cittadino la possibilità di vivere senza paura, di esprimere liberamente la propria identità e di partecipare pienamente alla vita sociale senza subire discriminazioni o violenze.

Per questo motivo – conclude – diventa essenziale un impegno condiviso che vada oltre le appartenenze politiche. La lotta all’antisemitismo deve essere affrontata come una sfida collettiva, che coinvolge istituzioni, scuola e società civile. Solo attraverso un’azione coordinata, che unisca strumenti legislativi, educazione e cultura, è possibile contrastare efficacemente un fenomeno che, oggi più che mai, mette alla prova la tenuta dei valori democratici”.