
REGGIO EMILIA – Qualcosa si muove? È la domanda, e anche auspicio, dei residenti del Quartiere Stazione, sempre più esasperati e in attesa di un ascolto più concreto da parte dell’amministrazione. Nell’incontro che si è svolto ieri mattina – sollecitato da residenti del Quartiere Stazione – con i rappresentanti del Comune, per ribadire i gravi problemi legati alla marginalità, al degrado sociale e alla criminalità legata allo spaccio, alcuni segnali di maggiore attenzione sono emersi, con il Comune che ha indicato primi passi verso risposte più strutturate alle richieste dei cittadini.
I partecipanti all’incontro in rappresentanza dei residenti, principalmente di Viale IV Novembre, hanno evidenziato nuovamente che le principali cause dei problemi dell’area sono lo spaccio e bivacco incontrollato di persone principalmente disagiate, anche a causa della dipendenza da stupefacenti, ma anche alla assidua presenza di spacciatori che li riforniscono. La gravità della situazione è testimoniata dal fatto che i residenti non possono neppure entrare nel portone condominiale o transitare dopo certi orari perché la zona è considerata territorio esclusivo di queste persone che aggrediscono chiunque li disturbi.
Si è puntato il dito sulla scelta sbagliata di attivare in zona una serie di servizi di assistenza quali distribuzione pasti, servizi medici, servizi di ascolto, servizi sanitari. In particolare il comitato non critica la decisione di creare quei servizi ma la loro concentrazione nel quartiere, che di fatto ha ottenuto come risultato quello di far accorrere da alte zone e anche da altre città queste persone che qui hanno trovato: spaccio, cibo, servizi medici (fornitura di presidi sanitari anche volti al consumo di droga).
Il risultato, sotto gli occhi della cittadinanza e di chi è costretto a transitare per il viale e andare in stazione, è stato un aumento della concentrazione di persone senza fissa dimora che alla fine bivaccano nella zona, in particolare in Viale IV Novembre.
Da parte dei rappresentanti del comune ci è stato indicato come siano in corso azioni volte ad alleggerire questa pressione di persone disagiate nella zona, è stata ventilata la creazione di presidi “tematici” in zone diverse dove non si venga a ricreare la medesima problematica.
- Verranno chiusi i centri di assistenza ora attivi nel quartiere, sia in viale IV Novembre che nel resto del quartiere. Sono previste attività di rifacimento degli asfalti sia in viale IV Novembre che in via Eritrea e sono in corso potenziamenti dell’illuminazione sia in via IV Novembre che in via Eritrea che in via Pirondi.
La riunione si è conclusa con una manifestazione di disappunto da parte dei cittadini che si sono sentiti mortificati dalla decisione della Giunta di presentare la porta di accesso alla città come una via di China-Town, infatti le contestate luminarie con lanterne cinesi non verranno a loro dire più rimosse (per ora). Questo ha causato forti proteste perché il gesto viene considerato com un atto di discriminazione nei confronti dei residenti di origine italiana.
Nuovo incontro fissato per l’inizio di giugno, per una riunione che avrà l’obiettivo di verificare l’effettiva attuazione degli interventi annunciati.


