Piero Benassi in un convegno su neurodiversità e autismo, Unimore, con Luca Pingani e Stefano Mazzacurati (foto Laura Sassi)
Il senso della vita, di Piero Benassi, copertina

REGGIO EMILIA – Con la sua irriducibile convinzione nel mettere a disposizione della collettività la sua lunga esperienza nell’ambito della salute mentale, il Professor Piero Benassi, 102 anni compiuti a gennaio, si appresta a presentare il suo ultimo libro, venerdì pomeriggio, alle ore 16, presso Villa Al Poggio.

“Il senso della vita” (Consulta, 2026) è un agile volumetto scritto con la già nota asciuttezza con cui il professor Benassi ha raccolto nei numerosi libri precedenti frammenti di una professione complessa come quella della psichiatria, che lo ha visto ricoprire incarichi importanti e partecipare da protagonista alla chiusura dei manicomi e all’affermazione in Italia di cure sconosciute fino alle sue ricerche.

Tra storia e uno sguardo sempre attento agli sviluppi della società contemporanea, con le sue deviazioni e i pericoli che investono i diversi momenti della vita delle persone, i suoi libri – in gran parte pubblicati nella collana dell’Associazione per il Museo di Storia della Psichiatria San Lazzaro, che fondò oltre vent’anni fa – raccontano realtà difficili da comprendere nel linguaggio semplice del medico che vuole far parte chi legge delle sue riflessioni, accompagnandolo attraverso fatti, aneddoti, riferimenti. La figura dell’uomo e quella del professionista si fondono e difficilmente si staccano l’una dall’altra, anche se ritorna, nelle pagine, come valore superiore e fondante di entrambe, quello della libertà: di pensiero, di azione, del partigiano che porta ancora nel cuore la festa della liberazione vissuta da ragazzo.

Questa sua ultima pubblicazione parte proprio da qui, o forse approda, tra le strade che lascia aperte al libero arbitrio e al carattere di ognuno, alla libertà personale come ragione e diritto delle proprie scelte. Una lente sul mondo attorno a sé che non dà risposte univoche: si sposta, mette a fuoco dettagli diversi dell’esistenza, e poi torna al punto centrale, il “senso della vita” che rimane, giustamente, qualcosa di non definito, non chiuso o riconducibile a passi consigliabili ma l’avventura quotidiana dell’esistere, ogni giorno da immaginare, volere, costruire. “Si parla quindi – scrive Benassi – di solitudini, di isolamenti, di difetti partecipativi alla vita abituale fino ad affrontare vari problemi dell’adolescenza, e non si dimenticano quelli collegati alla vecchiaia.

In conclusione, si descrivono i valori di riferimento che possono dare un senso alla vita partendo da una serie di principi che sono da considerare fondamentali per la ricerca delle diverse verità da cercare e trovare per dare risposte efficaci a fattori causali di vario tipo e genere”. Tra argomenti che spaziano dalla nostalgia, al narcisismo, all’amicizia e alla verità, riemergono la lotta contro le cronicità e il senso di libertà a definire, accanto al professionista, l’uomo e la sua visione della vita, quasi volesse affidarla al pubblico esteso dei suoi lettori uscendo dai confini della ricerca scientifica e riportandoci a quella umana, che tocca e interessa infine tutti, con le debolezze ma anche le speranze del vivere quotidiano.

Il faro della copertina è disegnato, come le immagini in bianco e nero nell’interno, da Elisa Pellacani, un apporto di giocosa levità alla serietà dei temi trattati e un richiamo alla leggerezza con cui Benassi sembra volerci raccontare la vita, chissà non solo la sua, ma “una” vita, quella di uno studioso e profondo conoscitore della mente umana. Ancora irrimediabilmente incuriosito dal poterne condividere con le persone il disincantato stupore per le stranezze e le bellezze di quel grande manicomio che è il mondo.

Il senso della vita, incontro con l’autore, Piero Benassi, a Villa Al Poggio (via Guido de Ruggiero 1/2, 42123 Reggio nell’Emilia), venerdì 8 maggio, ore 16