Credit_Toby Shepheard_Kensington Palace

REGGIO EMILIA – Mercoledì e giovedì prossimo Reggio Emilia avrà l’onore di ospitare la Principessa del Galles, in visita per conoscere il Reggio Emilia Approach. “La visita della Principessa del Galles Catherine Middleton è sicuramente un riconoscimento per il nostro sistema educativo e per la nostra città” ha detto il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari.

“Si tratta della prima visita all’estero della Principessa dopo alcuni anni e sarà un onore raccontare la genesi e la pratica di questa nostra esperienza educativa, a conferma che investire risorse ed intelligenze nell’educazione e nella prima infanzia continua a riscuotere attenzione e ad ottenere consensi unanimi.
Inevitabile per noi pensare a Loris Malaguzzi, fondatore e guida illuminata di questo nostro percorso scolastico, e a Carla Rinaldi che ha portato avanti nel mondo questa esperienza e che ci ha lasciati un anno fa. Un’esperienza che nasce dalla volontà di considerare l’infanzia un tempo ricco di diritti, di dignità e di creatività e che diventa un approccio educativo esteso a tutta la città, a tutte le persone, senza alcuna eccezione”.
“Considerare l’educazione della prima infanzia come fondamento della società – continua Massari – è elemento costitutivo della nostra comunità, frutto di scelte politiche ed amministrative attuate fin dal secondo dopoguerra che, partendo dalle tradizioni identitarie della nostra città, hanno creato un servizio pubblico di qualità riconosciuto in tutto il mondo.
“Ringrazio tutte le operatrici e tutti gli operatori di Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia, Reggio Children srl e Fondazione Reggio Children – ha concluso il primo cittadino – per l’importante lavoro quotidiano svolto nella diffusione e valorizzazione del Reggio Emilia Approach”.

La Principessa del Galles in visita. L’assessora Marwa Mahmoud: “Un significativo riconoscimento al Reggio Emilia Approach”

“Siamo onorati di accogliere a Reggio Emilia la Principessa del Galles, che attraverso la Royal Foundation promuove interventi importanti e qualificati dedicati all’infanzia e, più in generale, al benessere di bambine, bambini e delle loro famiglie”, le parole dell’assessora alle Politiche educative del Comune, Marwa Mahmoud. “La sua visita rappresenta un riconoscimento significativo al Reggio Emilia Approach, un patrimonio vivo e plurale, costruito nel tempo grazie all’impegno di una comunità educante ampia e responsabile, che ogni giorno lavora per garantire qualità, accesso e diritti. Desidero esprimere un sincero ringraziamento a tutte le persone che ne fanno parte: educatrici ed educatori, insegnanti, pedagogisti, personale, istituzioni e realtà del territorio che, insieme, rendono possibile questa esperienza.

Al centro di questo percorso ci sono sempre le bambine e i bambini, insieme alle loro famiglie, protagonisti della relazione educativa e della vita quotidiana dei servizi. È a partire da questa centralità che negli anni si è costruito un dialogo continuo, capace di aprirsi al mondo e di fare di Reggio Emilia un punto di riferimento internazionale nel campo dell’educazione.

L’interesse della Principessa del Galles nasce proprio da qui: da un’esperienza educativa pubblica che mette al centro i diritti, l’ascolto, la partecipazione e la qualità delle relazioni, e che continua a interrogarsi sul proprio ruolo nel presente.
In un tempo in cui i diritti delle bambine e dei bambini, in molte parti del mondo, vengono messi in discussione, questa esperienza assume un valore ancora più forte. Continuare a investire nell’educazione significa oggi assumersi una responsabilità collettiva, oltre che un onore: quello di difendere e promuovere un’idea di futuro più giusto, a partire dall’infanzia.

Sapere che questa esperienza è osservata con attenzione a livello internazionale e può diventare fonte di ispirazione è motivo di orgoglio per tutta la nostra città. Reggio Emilia continuerà a essere un luogo che parla di educazione come bene comune e come pratica quotidiana di democrazia. Perché parlare di educazione, oggi, significa continuare a parlare di speranza.”