
REGGIO EMILIA – Mancano ormai poche ore alla visita della Principessa Kate Middleton a Reggio Emilia e in città cresce l’attesa. Il fermento coinvolge non solo le istituzioni, ma anche il mondo educativo che da decenni rappresenta una delle eccellenze reggiane conosciute a livello internazionale. Tra i luoghi simbolo della visita ci sarà il Centro Internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Children, dove fervono gli ultimi preparativi per accogliere la Principessa del Galles. A raccontare emozioni, retroscena e significato di questo appuntamento è Maddalena Tedeschi, presidente di Reggio Children e pedagogista con oltre quarant’anni di esperienza nel mondo dell’educazione, ai microfoni di Isabella Trovato.
«Abbiamo da sempre rapporti molto stretti con il Regno Unito e con il network di nidi e scuole che collaborano con Reggio Children», spiega la Tedeschi. «Negli anni abbiamo sviluppato percorsi di formazione anche con realtà molto vicine alla Principessa Catherine, in particolare con un’azienda che lavora con la Royal Foundation e che si occupa di progettazione educativa e arredi scolastici. Alcuni anni fa sono venuti a Reggio per approfondire non tanto il tema dell’arredo in senso concreto, quanto quello dell’estetica e del valore dell’apprendimento». Da quei primi contatti il dialogo non si è mai interrotto. «Qualche settimana fa un gruppo della Royal Foundation è arrivato nella nostra città e ha partecipato a un gruppo di studio. In quel momento si è accesa una lampadina: abbiamo iniziato a pensare che forse un sogno potesse davvero diventare realtà. Come dicono i bambini, le principesse non esistono solo nelle favole. Sapere poi che Catherine aveva confermato la visita ci ha resi davvero felicissimi».
Per Tedeschi non si tratta soltanto di un evento simbolico o mediatico. «È un incontro che nasce dal desiderio autentico di entrare nel merito delle cose, di approfondire i temi dell’educazione. È una straordinaria opportunità per la nostra città e ci auguriamo possa diventare l’inizio di nuovi percorsi condivisi, di formazione reciproca e di ulteriori collaborazioni».
Al centro dell’interesse della Royal Foundation c’è infatti il cosiddetto “Reggio Emilia Approach”, il modello educativo nato dal pensiero pedagogico di Loris Malaguzzi e oggi studiato e apprezzato in tutto il mondo.
«Il Reggio Emilia Approach è riconosciuto più a livello internazionale che nazionale», sottolinea Tedeschi. «Nel corso degli anni siamo stati affiancati da figure straordinarie come Jerome Bruner, che divenne cittadino onorario di Reggio Emilia e trascorse con noi lunghi periodi nei nidi e nelle scuole dell’infanzia. Oggi è attiva anche una ricerca con il professor Howard Gardner. L’innovazione dell’esperienza reggiana si fonda proprio sul confronto continuo con studiosi ed esperti internazionali, non soltanto in pedagogia ma anche in altre discipline».
Secondo la presidente di Reggio Children, l’interesse della Principessa Kate nasce anche dalla sua particolare sensibilità verso i temi sociali e dell’infanzia. «Catherine è una persona molto attenta alle questioni umane e alle fragilità del nostro tempo. Si occupa da anni di povertà educativa, che non significa solo difficoltà economiche o sociali, ma implica una responsabilità collettiva verso l’infanzia, guardata con occhi nuovi. Per questo il nostro incontro sarà particolarmente significativo: toccherà temi profondi che sentiamo molto vicini anche alla nostra esperienza».
Tedeschi aggiunge poi una riflessione personale: «Dopo la malattia che ha affrontato, credo che il suo sguardo sulla vita si sia ulteriormente intensificato. Il fatto di testimoniare quanto l’educazione sia anima ed essenza della vita assume oggi un valore ancora più forte».
Intanto al Centro Loris Malaguzzi si lavora per accogliere la visita nel rispetto delle misure di sicurezza previste, senza però stravolgere la quotidianità educativa. «Siamo emozionati, certo, ma siamo anche abituati ad accogliere gruppi di studio durante tutto l’anno», racconta Tedeschi. «Abbiamo curato l’organizzazione e l’accoglienza, ma senza modificare la struttura della nostra realtà. Per noi è fondamentale testimoniare che questa è la stessa accoglienza che ogni giorno riserviamo ai bambini, alle bambine e alle famiglie che entrano nei nostri nidi e nelle nostre scuole dell’infanzia».
La presidente accompagnerà personalmente la Principessa durante il percorso all’interno del centro. «Avrò l’occasione di confrontarmi con lei sui temi della creatività, dei cento linguaggi e degli atelier. Catherine incontrerà i bambini durante le normali attività scolastiche e le insegnanti saranno quelle che quotidianamente lavorano nelle scuole: non abbiamo voluto creare situazioni artificiali o costruite».
Le scuole coinvolte nella visita, spiega Tedeschi, rappresentano diverse anime dell’esperienza educativa reggiana. «Ogni struttura ha una propria identità, pur condividendo valori e organizzazioni trasversali. Tra i temi che stanno particolarmente a cuore alla Principessa ci sono la comunità, la partecipazione delle famiglie e il modo in cui i bambini vivono le esperienze educative. Le nostre scuole testimoniano pienamente questi aspetti». Particolare interesse è stato espresso anche verso il rapporto tra educazione e natura. «La Principessa ci ha chiesto di approfondire il tema del “green”, del vivere l’ambiente esterno e dell’abitare la natura come spazio di apprendimento».
E poi c’è anche un piccolo lato più personale, quasi “dietro le quinte”, che Tedeschi racconta con semplicità e ironia. «Mi vestirò in modo curato, come forma di rispetto, ma restando fedele alla semplicità che mi appartiene. Mi vestirò di blu con uno spolverino un po’ particolare. Anche ai bambini e alle insegnanti abbiamo chiesto un abbigliamento sobrio e curato, ma senza divise: non fanno parte della nostra identità educativa. Vogliamo che emerga quella creatività e quella personalizzazione che caratterizzano da sempre l’esperienza di Reggio Emilia».
Infine, la presidente rivela un dettaglio importante sullo stile scelto per la visita. «La Principessa ha chiesto espressamente che fosse un incontro il più possibile privato e non istituzionale. Desidera incontri diretti, autentici, che entrino davvero nel merito delle questioni educative. Vuole incontrare i bambini, le famiglie, parlare con loro e persino partecipare ad alcuni atelier, mettendo letteralmente “le mani in pasta” con materiali e strumenti che per noi fanno parte della quotidianità».
Una visita attesa, dunque, non soltanto come evento internazionale, ma come occasione per riportare al centro il valore dell’educazione e dell’infanzia. E Reggio Emilia, ancora una volta, si prepara a mostrarsi al mondo attraverso una delle sue eccellenze più riconosciute.
L’intervista completa sarà trasmessa alle ore 17,30 su Teletricolore, in replica alle 23 e domani alle 10.


