
REGGIO EMILIA – Cresce l’attesa a Reggio Emilia per l’arrivo della Principessa Kate Middleton, attesa in città tra meno di 48 ore per una visita che rappresenta un evento storico: sarà infatti la prima visita ufficiale di un membro della famiglia reale britannica a Reggio Emilia e, soprattutto, la prima uscita internazionale della principessa dopo il periodo segnato dalla malattia.
Una scelta tutt’altro che casuale. La Principessa del Galles ha deciso di visitare Reggio Emilia per conoscere da vicino il Reggio Emilia Approach, il modello educativo nato dal pensiero pedagogico di Loris Malaguzzi e oggi riconosciuto come una delle esperienze formative più innovative e apprezzate al mondo. Una presenza che rappresenta non solo un grande onore per la città, ma anche un importante riconoscimento internazionale per il nostro sistema educativo. Kate Middleton ha più volte dimostrato una forte sensibilità verso i temi della prima infanzia, considerati centrali anche nell’attività della sua Royal Foundation Centre for Early Childhood, il progetto con cui promuove studi, iniziative e politiche dedicate allo sviluppo dei bambini nei primi anni di vita.
L’interesse della principessa per il metodo reggiano nasce da lontano. Kate avrebbe conosciuto il Reggio Emilia Approach durante una visita in una scuola in Danimarca dove il modello educativo emiliano viene applicato con successo. Da lì, la volontà di approfondire personalmente questa filosofia educativa che, partita da Reggio Emilia nel secondo dopoguerra, ha conquistato il mondo. Già nei mesi scorsi una delegazione britannica era arrivata in città nel massimo riserbo per osservare da vicino il lavoro di Reggio Children e delle scuole comunali dell’infanzia, considerate oggi un punto di riferimento internazionale.
Il Reggio Emilia Approach, sviluppato dal pedagogista e insegnante Loris Malaguzzi, si fonda sull’idea di un bambino portatore di grandi potenzialità, soggetto di diritti e protagonista attivo del proprio percorso di crescita. Un approccio che valorizza i “cento linguaggi” dei bambini espressivi, creativi, relazionali e che pone al centro la relazione con gli altri, l’ambiente e la scoperta. Un modello educativo che continua a vivere e rinnovarsi quotidianamente nei nidi e nelle scuole dell’infanzia del Comune di Reggio Emilia e che, attraverso l’attività di Reggio Children, si è diffuso ben oltre i confini italiani, arrivando oggi in 145 Paesi del mondo.
La visita della Principessa Kate assume quindi un significato che va oltre il semplice protocollo istituzionale: è la conferma di quanto un’idea nata a Reggio Emilia sia riuscita a diventare patrimonio educativo globale.


