
BIBBIANO (Reggio Emilia) – Lutto a Bibbiano e non solo per la scomparsa di Orio Vergalli, spentosi a 93 anni, partigiano come la sorella Teresa “Annuska” Vergalli. Orio Vergalli, nel corso della sua vita, ha ricoperto per due volte la carica di sindaco del comune di Bibbiano, dal 1995 al 2004, ed è stato presidente dell’Anpi della sezione locale.
Proprio l’Anpi di Reggio in una nota a firma della Presidente Anna Ferrari, esprime il proprio dispiacere per la sua morte, scrivendo che Orio Vergalli ha incarnato fino in fondo i valori del partigiano.
“Ci sono persone – si legge nella nota – che attraversano la storia e persone che la costruiscono con il coraggio delle proprie scelte, con il senso del dovere e con la capacità di mettere il bene comune al di sopra di ogni interesse personale. Oggi, nel momento del commiato, la nostra associazione rende omaggio a Orio Vercalli che ha incarnato fino in fondo questi valori: partigiano, amministratore pubblico, presidente dell’ANPI, cittadino esemplare.
La sua vita – continua – è stata profondamente intrecciata con le pagine più importanti e difficili del nostro Paese. Ancora giovane, negli anni della guerra e dell’occupazione nazifascista, scelse la strada più difficile: quella della Resistenza. In un tempo segnato dalla paura, dalla violenza e dall’incertezza, trovò dentro di sé la forza e il coraggio di lottare per la libertà, per la giustizia e per la dignità dell’uomo. La sua esperienza partigiana non fu soltanto un momento della giovinezza, ma il fondamento morale di tutta la sua esistenza.
Con questo spirito visse anche il suo lungo impegno nell’ANPI, di cui fu presidente con dedizione, equilibrio e grande autorevolezza morale. Attraverso il suo esempio e la sua testimonianza seppe mantenere viva la memoria della Resistenza. La stessa serietà e lo stesso senso delle istituzioni – prosegue – li portò anche nell’amministrazione pubblica. Eletto sindaco per due legislature, guidò il Comune di Bibbiano con onestà, rigore e grande umanità. Fu un amministratore vicino alle persone, capace di ascoltare, di comprendere le difficoltà quotidiane della gente e di affrontarle con spirito concreto e senso di responsabilità. In anni spesso complessi, lavorò con passione per la crescita del paese, per il miglioramento dei servizi, per la coesione sociale e per il bene dell’intera comunità.
Chi ha avuto modo di conoscerlo – continua – ricorda soprattutto il suo stile: sobrio, rispettoso, mai arrogante. Era uomo delle istituzioni nel senso più alto del termine, convinto che la politica dovesse essere prima di tutto servizio, dialogo e attenzione verso gli altri. Anche nei momenti difficili seppe mantenere equilibrio, dignità e profondo rispetto per ogni persona. Oggi il dolore per la sua scomparsa si unisce alla gratitudine.
Alla sua famiglia, ai suoi cari, alle amiche e agli amici dell’ANPI e a tutti coloro che gli hanno voluto bene – conclide – giungano il nostro affetto, la nostra vicinanza e il nostro sincero cordoglio. Il suo esempio continuerà a vivere nella memoria della comunità e nei valori di libertà, solidarietà e democrazia che ha difeso per tutta la vita”.


