
REGGIO EMILIA – Reggionarra dura tutto l’anno, si sa. Per tre giorni, a maggio, esce in strada: prende piazze e parchi, cortili e teatri, biblioteche e librerie. Quello che a Reggio Emilia accade ogni giorno nei nidi, nelle scuole dell’infanzia, negli atelier diventa città. Quest’anno è la ventesima edizione.
Il titolo è Venti di storie. Sono i venti che gonfiano le vele di un progetto mosso dallo sguardo dell’infanzia. Sono anche, semplicemente, vent’anni di un lavoro che ha messo radici. Non una festa di compleanno, non un bilancio: una rosa dei venti. Tante direzioni, un punto fermo — la cura per le parole con cui si parla ai bambini, e per l’ascolto che si offre loro.
L’edizione del ventennale tiene insieme 137 appuntamenti — spettacoli, narrazioni, laboratori, incontri — in 36 luoghi della città e in sei comuni della provincia: Albinea, Bagnolo in Piano, Castelnovo di Sotto, Quattro Castella, Rubiera, San Polo d’Enza. Oltre 150 artiste e artisti italiani e internazionali, accanto a insegnanti, genitori-narratori, studentesse e studenti universitari. È in questa convivenza che Reggionarra trova il suo passo: non è un festival ospitato, è una città che si racconta a partire dall’infanzia.

Tra gli altri fanno parte dell’edizione Reggionarra 2026: Marco Baliani, Nicole & Martin, Teatri Mobili (CamionTeatro – Girovago e Rondella), Compagnia Burambò, Fondazione I Teatri, CCN/Aterballetto, Teatro dell’Orsa, Teatro Telaio, La Baracca Testoni, Le Radiose, Compagnia del Buco, Luigi D’Elia, Teatro dell’Argine, Il Baule Volante, Le Strologhe, Giusi Quarenghi, Sonia Maria Luce Possentini, Annamaria Gozzi, Sarah Savioli, la mostra di Beatrice Alemagna, Annalisa Corrado e tanto altro.
Reggionarra nasce nel 2006 dentro l’esperienza dell’Istituzione Scuole e Nidi d’infanzia. In vent’anni ha allargato il suo perimetro fino a coincidere con una città intera. Quest’anno tornano le grandi fiabe. Le fiabe, diceva Calvino, sono il catalogo dei nostri destini, e ogni tanto vale la pena rimetterci le mani. Senza versioni edulcorate, anzi: il contrario. Nicole & Martin vengono dalla Svizzera, e la strada per Reggio Emilia la conoscono bene. Hanno un teatro che sta dentro una valigia. Portano quattro fiabe, una per giornata, nella grande tenda al Parco del Popolo.
La Baracca – Teatro Testoni porta Biancaneve ai Chiostri di San Pietro: una fiaba che tutti credono di conoscere e che, raccontata bene, ha ancora molto da dire. La Compagnia Burambò, ai Chiostri di San Domenico, propone Cenerentola 301: una versione che smonta la fiaba e la rimonta, e nel farlo si chiede — come si chiedono i bambini, quando ascoltano davvero — se le cose dovevano per forza andare così, (spettacolo vincitore Eolo Award 2026). C’è anche Pinocchio, e fa la sua entrata in un luogo che non se lo aspettava: il Museo del Tricolore.

Il Teatro Municipale Valli diventa Alveare delle Storie, uno dei cuori del programma: i palchi diventano culla di fiabe, narratori e narratrici tessono parole venute da lontano per piccoli gruppi di spettatori. Le voci si intrecciano e fanno il ronzio che dà il nome al progetto. Per capirla bisogna andarci: il Teatro dell’Orsa lo aveva proposto anni fa a bambini ora maggiorenni, che se lo ricordano ancora.
Alla Fonderia Aterballetto, Luigi D’Elia porta Aspettando il vento: tre ragazzini in una palude, alla stagione del passaggio degli uccelli migratori. Piazza Prampolini torna a essere uno dei centri di gravità. Con Officina clandestina di Enrico Formaggi e la Giostra ecologica con i cavallini di Lucio Schippa, A sbirciar libri di Barbara Eforo e Davide Fasoli — una finestra, una donna che legge, le prime righe di un libro, il finale lasciato a chi ascolta — e le mini parate delle Radiose, Emanuela Belmonte, Genea Manenti e Valentina Musolino, con Bellezze in bicicletta, sabato alle 17.30 da viale Trento Trieste e alle 20.30 da piazza Fontanesi a suon di swing. Le Radiose tornano la sera con On Air!, clown musicale a cappella in piazza Prampolini: la frequenza si fa instabile, e fra ronzii e telefonate il pubblico finisce per cantare.
Al Parco del Popolo c’è la grande tenda di Nicole & Martin. Accanto, i piccoli teatri-installazione di Teatri Mobili – CamionTeatro / Girovago e Rondella, e Manoviva: trenta minuti in cui due paia di mani diventano funamboli, giocolieri, mangiafuoco. E poi, per i più piccoli, il Teatro Telaio ai Chiostri di San Pietro con Seggioline — teatro non verbale, quaranta minuti, dai tre anni. La narrazione entra anche dove di solito si accomoda meno: alla Fonderia con CCN/Aterballetto e Il mondo dei Quasi, al Teatro Ariosto con Il piccolo Spazzacamino di Britten, nelle biblioteche, nei musei, nelle librerie. Per tre giorni, Reggio è la città delle storie.
Il Cerchio delle Parole. Genitori narratori – È una delle pratiche che rendono Reggionarra unico in Italia. È nata con il festival, vent’anni fa, e nel tempo si è strutturata in Il Cerchio delle Parole: laboratori sull’arte del narrare promossi dal Laboratorio teatrale «Gianni Rodari» dell’Istituzione Scuole e Nidi d’infanzia in collaborazione con Officina Educativa, curati dal Teatro dell’Orsa. Da quei laboratori, in vent’anni, è cresciuto un gruppo di oltre trecentocinquanta genitori narratori: adulti che frequentano nidi, scuole dell’infanzia e primarie della città, e che hanno imparato a raccontare.
Due prove concrete del loro lavoro arrivano nei giorni del festival. Sabato 23 a Palazzo Ancini, Storie in bottiglia: dagli indizi narrativi delle bambine e dei bambini, gli educatori di Officina Educativa e i genitori e gli insegnanti delle scuole primarie Agosti, Canossini, Pascoli, Ferrari, Marco Polo, Valeriani, Verdi tirano fuori e mettono in voce le storie. Domenica al Parco del Popolo c’è la Giostra Colibrì: una giostra parlante, un cerchio di sedie narranti nate e costruite nelle Scuole Comunali dell’Infanzia, dove ogni posto è una storia che chi sale dovrà ascoltare o raccontare.
Mariano Dolci, le mostre, gli autori – Al Chiostro della Ghiara una mostra narrata, Oggetti animati e storie in movimento, ricorda Mariano Dolci: burattinaio reggiano, primo e unico «burattinaio comunale» d’Italia, che dagli anni Settanta collaborò con Loris Malaguzzi e Gianni Rodari dentro i nidi e le scuole dell’infanzia. In dialogo con la mostra dedicata a Dolci Se i venti sparpagliano? atelier narrativo esperienziale sull’osservazione, a cura della compagnia dell’orologio, un gruppo di cittadini volontari ed educatori dello spazio culturale orologio di Officina Educativa.
A Palazzo dei Musei si attiva il Museo Narrante, costruito insieme al Corso di Laurea Magistrale in Scienze della Formazione di Unimore: studentesse e studenti diventano narratori per il pubblico dei più piccoli. È un esperimento bello, e raro: l’università che entra dentro un museo per farne un altro luogo.
A Palazzo Baroni la mostra Tra le pagine invita a una passeggiata dentro i libri di Beatrice Alemagna: personaggi e figure in grande formato accolgono bambine e bambini e li guidano in un percorso immersivo. Una delle voci più importanti dell’illustrazione internazionale per ragazzi, in dialogo con il festival.
In Biblioteca Panizzi e in Biblioteca delle Arti si incontrano autrici e autori. Giusi Quarenghi con Ascolta dove metti i piedi. Visibile e invisibile nei versi e nelle fiabe. Annamaria Gozzi che dialoga con i Lettori Controvento intorno a Streghe, saperi, inganni. La masca Micilina. Sarah Savioli con Dove nascono le storie. Gabriele Monti con Storia della mia proboscide. E ancora, Annalisa Corrado, scrittrice, ecologista, attivista, con il suo ultimo libro le ragazze e il colibrì. Una costellazione di voci dell’editoria per ragazzi italiana e internazionale.
Sui laboratori, da segnalare Suoniamo insieme con il Giardino dei Linguaggi alla Panizzi, Danzare con il pennello con Sonia Maria Luce Possentini al Liceo artistico Chierici e Storie di Pinse e Piccoli Pinsaioli in piazza Martiri del 7 Luglio, per imparare a impastare e a preparare la pinsa, a cura di Pinsami. Inoltre per due giorni in piazza Prampolini sabato e domenica ci sarà l’installazione della struttura immersiva “Look at you” per sensibilizzare sulla corretta gestione dei rifiuti.
Sabato 23 maggio, in tarda serata, Palazzo da Mosto si fa luogo di Notte da brividi, storie misteriose tra enigmi e piccoli colpi di scena. È una delle iniziative che Fondazione Palazzo Magnani porta dentro Reggionarra nell’ambito di Fotografia Europea.
Negli avvicinamenti – Nelle giornate successive si entra nei territori. A San Polo d’Enza, Valentina Turrini delle Strologhe canta Tirindine, conti e canti, filastrocche e fiabe della tradizione emiliana. Ad Albinea, in Biblioteca Pablo Neruda, Vento potente, vento furioso, vento gentile — narrazione e laboratorio di Equilibri. A Rubiera, al Teatro Herberia, il Teatro dell’Orsa torna con A Ritrovar Le Storie. A Quattro Castella, al Castello di Bianello, Una racchetta per tre di Luca Macca – Compagnia del Buco. A Castelnovo di Sotto, al Parco della Rocca, il Teatro dell’Argine con Il Carretto delle Storie: Hansel! Gretel!. E a Bagnolo in Piano, al Teatro Gonzaga Ilva Ligabue, la Compagnia Il Baule Volante con Nico cerca un amico.
In città, un’iniziativa speciale al Parco San Lazzaro: Ombroso e gli Amici Magici, progetto degli Amici del Parco degli atelier e del Centro di Salute Mentale di Reggio Emilia, in collaborazione con SCI «La Villetta».
Reggio Emilia, città senza barriere – Una linea che attraversa tutto il programma e che a Reggionarra non è un capitolo a parte. Torna Raccontastorie, il progetto con FCR Farmacie Comunali Riunite per Reggio Emilia Città Senza Barriere: narratori, musicisti, danzatori, persone con disabilità che da anni esplorano linguaggi diversi per fare quello che fa il festival — aprire spazi di partecipazione attiva nella città. Quest’anno con La meravigliosa maga di Paz, rivisitazione del Mago di Oz alla Biblioteca Panizzi.
L’intero festival sarà raccontato attraverso gli scatti del gruppo fotografico Scatti Precisi, che seguirà e documenterà i diversi appuntamenti in programma.
- Date. Reggio Emilia, 22–24 maggio 2026. Avvicinamenti dal 16 maggio al Centro Internazionale Loris Malaguzzi e nei Comuni limitrofi di Albinea, Bagnolo in Piano, Castelnovo di Sotto, Quattro Castella, Rubiera e San Polo d’Enza.
- Biglietteria e prenotazioni. Alcuni spettacoli sono a ingresso libero (fino a esaurimento posti o su prenotazione su Eventbrite), altri a pagamento (www.iteatri.re.it). I posti sono limitati: meglio non aspettare l’ultimo, soprattutto per gli appuntamenti più richiesti.
- Programma completo, info e prenotazioni. www.reggionarra.it
- Volontari. Anche quest’anno Reggionarra cerca volontarie e volontari. Una città delle storie non si fa da soli. Per dare la propria disponibilità: reggionarra@comune.re.it.


