
REGGIO EMILIA – È crollata una porzione di controsoffitto in un nido d’infanzia del territorio di Reggio Emilia, gestito dalla cooperativa sociale Accento in convenzione con il Comune di Reggio Emilia. In merito all’episodio è intervenuta la Cgil.
“L’episodio, che non giunge del tutto inaspettato, non ha fortunatamente coinvolto bambini, bambine o personale ma richiede un intervento urgente di verifica e coordinamento e una sinergia ancora più stretta tra ente pubblico e soggetto gestore sul fronte della sicurezza”. Cosi la Fp Cgil reggiana spiega come da tempo fossero state segnalate situazioni di fragilità in questa scuola e come un dialogo fosse già avviato con amministrazione comunale e cooperativa.
“Ciò che è accaduto pone l’attenzione sulla necessità di garantire standard di sicurezza omogenei in tutto il sistema educativo, indipendentemente dalla forma di gestione. A seguito delle criticità evidenziate nei mesi scorsi, si era aperto un confronto con l’Istituzione Nidi e Scuole e la Cooperativa Accento. In quella sede, il Comune aveva confermato di aver recepito le istanze, delineando alcune strategie di intervento e riorganizzazione in vista del prossimo anno scolastico – scrive il sindacato in una nota – Un piano d’azione apprezzabile ma quando si parla di sicurezza il fattore tempo è determinante. Il monitoraggio deve restare altissimo da qui alla fine dell’anno scolastico in corso, mettendo in campo fin da ora ogni strumento utile a tutela del personale e dei piccoli utenti che quotidianamente abitano gli spazi.”
“Esiste una responsabilità condivisa tra gli enti quando un servizio è gestito in appalto – continua il sindacato di via Roma – ed è fondamentale che la catena della sicurezza non presenti anelli deboli. Le Cooperative e l’Amministrazione Comunale devono operare in costante coordinamento per garantire che le strutture siano sempre idonee e monitorate.”
“Le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative sociali in appalto – conclude, in ultimo, il sindacato – operano con grande professionalità in servizi essenziali per la comunità, svolgono lo stesso lavoro delle colleghe dipendenti pubbliche, ma con condizioni economico-normative nettamente inferiori. In questo caso, oltre al danno la beffa: lavoratrici pagate meno che vengono persino esposte a rischi strutturali. Proprio per scardinare questa logica al ribasso, la Cgil è in prima linea con la proposta di Legge di iniziativa popolare sugli appalti, per regole chiare e vincolanti: chi lavora in un appalto pubblico deve avere stessi diritti e stesso salario di chi è assunto direttamente dall’Ente pubblico. La parità di trattamento economico e normativo deve diventare la norma, insieme alla massima responsabilità sulla sicurezza, che richiede prevenzione e non solo interventi d’emergenza”.


