
SAN POLO D’ENZA (Reggio Emilia) – L’ex convento di Montefalcone ha un nuovo proprietario. Il rapper tedesco Shindy, pseudonimo di Michael Conrad Shindler, si è aggiudicato all’asta il monastero che, secondo la leggende, è stato fondato da San Francesco d’Assisi intorno al 1200. Durante i secoli la struttura è andata ingrandendosi sempre più tanto da diventare Collegio dei Nobili, gestito dai gesuiti. In stato di abbandono da diversi anni, la pregevole struttura oggi potrebbe quindi avere una seconda vita. Abbiamo sentito il sindaco di San Polo d’Enza, Franco Palù.
“Il bene – ha detto il sindaco – era all’asta da molto tempo, almeno da una decina d’anni, senza che si arrivasse a una vendita. La base iniziale era intorno al milione di euro, poi nel tempo il prezzo si è progressivamente abbassato. Nell’ultima asta, il 7 maggio, la base era di 450mila euro e l’immobile è stato infine aggiudicato per un 1milione e 351mila euro a Shindy, nome d’arte del rapper tedesco Michael Conrad Schindler.
Shindy era venuto a trovarmi insieme al suo avvocato e al suo architetto perché interessato a trasferirsi nel Nord Italia. Aveva visitato diversi edifici storici e si è innamorato di Montefalcone. Naturalmente gli è stato spiegato che in Italia esistono regole molto rigide per immobili di questo valore storico e architettonico, sottoposti a vincoli paesaggistici e culturali particolarmente stringenti.

Qualsiasi intervento – continua – dovrà quindi rispettare tutti questi vincoli e sarà sottoposto alle verifiche non solo del Comune, ma anche degli enti sovracomunali competenti, dalla Provincia agli organismi che si occupano della tutela del territorio. Lui e il suo team tecnico sono pienamente consapevoli della complessità normativa e amministrativa legata a un progetto di questo tipo.
A fine aprile ci aveva annunciato l’intenzione di partecipare all’asta e così è stato. Dopo una serie di rilanci, in competizione con un’altra cordata, è riuscito ad aggiudicarsi l’immobile. Si tratta di una struttura di straordinaria importanza: parliamo di circa 5mila metri quadrati coperti, con al suo interno anche una chiesa. Esiste inoltre un protocollo siglato nel 1999 tra il Ministero della Cultura e la Provincia che prevede che una parte del complesso resti a disposizione della comunità.
I nuovi proprietari – prosegue – sanno quindi che dovranno restaurare anche la chiesa, che potrà essere utilizzata dal Comune e probabilmente anche dalla Provincia per eventi culturali. Noi, ad esempio, organizziamo ogni anno il festival di musica classica Sesto Rocchi, con concerti e masterclass: sarebbe molto bello poter utilizzare la chiesa del monastero come sede di queste iniziative.

Per noi questa operazione rappresenta sicuramente una notizia positiva. Si tratta infatti di una struttura storica di enorme valore che purtroppo stava andando incontro a un progressivo degrado. Ben venga quindi chi decide di investire per viverci, restaurarla e restituirle nuova vita, creando al tempo stesso opportunità e benefici anche per il territorio e per la comunità. L’aspetto più importante – conclude – è proprio il recupero del complesso. Era davvero doloroso vedere questo edificio millenario abbandonato, invaso dalla vegetazione e lasciato al deterioramento. È un patrimonio con mille anni di storia che merita assolutamente di essere salvaguardato e valorizzato”.


