
di Giuseppe Adriano Rossi
REGGIO EMILIA – I fedeli della Chiesa reggiano-guastallese in virtù dello Spirito Santo ricevuto nella Pentecoste devono “incendiare” tutta la comunità, portando il fuoco che scalda la freddezza di tanti fratelli e sorelle.

Lo ha auspicato l’arcivescovo Giacomo al termine della veglia di Pentecoste promossa la sera di sabato 23 maggio in Cattedrale con la Consulta della aggregazioni laicali. Mons. Morandi ha avuto anche parole di gratitudine per l’iniziativa, auspicando che diventi un appuntamento pastorale fisso e che di estenda ulteriormente la partecipazione.
La veglia coordinata da Maria Cristina Castelli, responsabile delle Consulta, ha visto gli interventi di giovani e adulti appartenenti ad associazioni e movimenti – Agesci, Movimento Apostolico Ciechi, Movimento Familiaris Consortio, Unione Giuristi Cattolici, Rinnovamento nello Spirito, Movimento Comunione e Liberazione, Centro Volontari della Sofferenza, Azione Cattolica – che hanno testimoniato la presenza e l’azione dello Spirito nella vita personale ed associativa, nella professione, nella vita familiare e soprattutto nelle situazioni di fragilità. Ciascuno, terminata la testimonianza, ha portato ai piedi dell’altare un cero acceso dal cero pasquale a significare la luce di Cristo e i doni dello Spirito.

L’arcivescovo ha sottolineato che lo Spirito Santo scende con abbondanza sulla Chiesa perché continui la sua missione di annuncio del Vangelo e del perdono dei peccati. Nulla accade per caso, ma tutto è sapientemente guidato dallo Spirito, come è emerso dalle testimonianze portare dai laici. Riconciliazione, comunione, carità devono essere gli obiettivi della comunità ecclesiale e la varietà e diversità di movimenti ecclesiali non devono certo mirare ad affermare il proprio carisma, a provocare fratture, incomprensioni, ma a costruire la comunione; lo Spirito Santo opera in aiuto alle fragilità e debolezze personali e associative.
L’arcivescovo ha invitato a pregare: per il presbiterio perché i sacerdoti vivano il loro ministero in spirito di unità e a servizio della comunione ecclesiale, come “guide guidate dallo Spirito Santo”; per le Unità Pastorali perché vivano i doni dello Spirito; per i movimenti e le associazioni perché siano parte viva della Chiesa reggiano-guastallese e sappiano perseguire la costruzione di quell’edifici spirituale che è il Corpo di Cristo e divenire testimoni del dono di essere un cuore solo e un’anima sola.


