
QUATTRO CASTELLA (Reggio Emiilia) – Ancora una volta la Storia si è fatta spettacolo e divertimento a Quattro Castella dove ieri si è conclusa la 60esima edizione del Corteo Matildico.
Un corteo da record non solo per numero di eventi (più di 40 tra rappresentazioni teatrali, rievocazioni storiche e spettacoli medievali), e gruppi partecipanti anche dall’estero (Francia, Belgio, Germania, Polonia). Ma anche per un flusso di spettatori ininterrotto che fin da venerdì sera, in occasione della Notte del Volgo, si è mosso incessante tra gli accampamenti del grande Villaggio medievale allestito sui prati di Bianello proprio ai piedi della rocca tanto cara a Matilde.
Sfidando il caldo in migliaia ieri pomeriggio hanno preso posto nell’arena per godersi “Maggio 1111”, la rievocazione della re-infeudazione di Matilde ad opera di Enrico V avvenuta quasi un millennio fa proprio a Quattro Castella e diretta per il terzo anno consecutivo dal regista Valerio Di Benedetto.


A interpretare la Grancontessa una splendida Francesca Cavallin che ha conquistato il pubblico con il suo talento interpretativo così come applaudito è stato Marius Bizau, perfetto nel riportare in vita il figlio quell’Enrico IV che aveva ingiustamente privato Matilde di parte del suo territorio emanando il Bando di Lucca. A quegli anni fa riferimento la spettacolare “Battaglia della Nebbia”, episodio inedito di questa 60esima edizione del corteo. Con la regia di Maria Antonietta Centoducati e Andrea Zignani in arena si sono ricreati le condizioni di quell’ottobre 1092 quando una coltre di nebbia improvvisa sulle colline di Bergonzano disorientò l’esercito imperiale costretto alla ritirata a pochi chilometri da Canossa.
Dopo la re-infeudazione e l’omaggio delle contrade e dei gruppi storici di Quattro Castella, Matilde ed Enrico V, seduti nei loro troni, hanno assistito ai giochi in loro onore culminati nell’attesissimo “Gran Passo d’Armi”, meglio conosciuto come Gioco del Ponte.



Ma attorno all’arena dove gli spettacoli si sono succeduti fin dalle prime ore del pomeriggio, ha preso vita la quotidianità di quella che è chiamata la “Gens Mathildis”, il popolo della Grancontessa con un migliaio di rievocatori in abiti storici, un mercatino medievale con più di 60 banchi e cinque taverne a cielo aperto curate dalle contrade di Quattro Castella e dal Comitato matildico che hanno sfornato piatti e spillato birre senza soluzione di continuità.
Tante le famiglie e i bambini conquistati dal grande spazio riservato agli animali dove i più piccoli hanno potuto incontrare da vicino, per esempio, i cani lupo di Saarloos con cui hanno potuto giocare in un’area didattica interattiva scoprendo questa meravigliosa razza allevata con amore e rispetto dalla Compagnia dei Lupi Feudi.

Di pari passo con il Corteo matildico anche diverse iniziative collaterali che hanno arricchito il programma dell’edizione di quest’anno. Al Castello di Bianello, infatti, tanti i visitatori hanno potuto ammirare la mostra “Matilde e Adelaide-Il Medioevo delle donne”. Nella chiesa di S.Antonino si sono susseguite le visite guidate con un occhio interessato anche alle opere di “Reggio Ricama”.


La parrocchiale castellese è stata anche teatro della suggestiva Messa in costume storico che ha visto la partecipazione di tutte le delegazioni invitate quest’anno al Corteo. Da tradizione, prima di entrare in scena, i due attori protagonisti hanno fatto visita agli anziani ospiti del Pensionato “San Giuseppe”: un momento che si celebra lontano dai riflettori, ma che restituisce tutto il valore di comunità racchiuso nel Corteo Matildico di Quattro Castella. La giornata di festa si è conclusa con il corteo finale lungo le strade del paese per un ultimo applauso a tutti i protagonisti di un’altra edizione da record per la manifestazione.


