
REGGIO EMILIA – Due ciclisti morti in pochi mesi, due tragedie che hanno colpito la comunità e riacceso il tema della sicurezza stradale urbana. È in questo clima che il Consiglio comunale ha approvato ieri all’unanimità una mozione che rilancia il modello della “Città 30”, presentata dai consiglieri della maggioranza Alessandro Miglioli, Rosario Martorana, Davide Corradi, Giuliano Ferrari, Sara Paderni, Francesca Boni, Federico Macchi, Nicolò Medici.
Nei giorni scorsi la città è stata segnata dalla morte di Alfeo Montanari, deceduto in seguito a uno scontro stradale avvenuto sul territorio comunale. Prima di lui, il 21 marzo 2026, era stato ucciso anche Mikhailo Klisa, investito da un’automobilista mentre si trovava in bicicletta. “Ogni vittima della strada rappresenta una perdita inaccettabile per la collettività e richiama le istituzioni alla responsabilità di mettere in campo ogni azione utile alla prevenzione – riporta il testo della mozione approvata dal Consiglio, che sottolinea come la sicurezza stradale non possa essere affidata esclusivamente alle sanzioni o al rispetto formale del Codice della strada. Pur riconoscendo l’importanza dei controlli e delle multe contro i comportamenti pericolosi, il Consiglio evidenzia che il solo sistema repressivo non basta a evitare gli incidenti più gravi.
Da qui il sostegno al modello “Città 30”, già previsto nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), considerato non come una misura punitiva verso chi usa l’auto, ma come una strategia complessiva per salvaguardare vite umane. La riduzione della velocità nei centri abitati viene indicata come uno degli strumenti più efficaci per diminuire sia il numero degli scontri sia la gravità delle conseguenze.
Il documento sarà trasmesso agli organismi regionali e nazionali competenti in materia di trasporti e sicurezza stradale, dall’Osservatorio regionale per l’educazione alla sicurezza stradale fino al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.


