Reggionarra 2026 Foto A. Mazzoni

REGGIO EMILIA – Centotrentasette appuntamenti, tra spettacoli, narrazioni, laboratori e incontri, in trentasei luoghi della città, fino ad arrivare in altri sei comuni della provincia reggiana. Oltre centocinquanta artiste e artisti accanto a insegnanti, genitori, narratori, studentesse e studenti. Non un festival ospitato, ma una città intera che ha scelto di lasciarsi raccontare.

Sono stati in 15mila, tra adulti e bambini, a partecipare alla ventesima edizione di Reggionarra, la tre giorni di racconti e storie che lo scorso week end ha colorato il centro di Reggio Emilia: momenti in cui la città si è raccontata a partire dall’infanzia. Solo la parata ha visto la partecipazione di oltre 3mila persone, mentre durante tutto il fine settimana la Biblioteca Panizzi ha festeggiato i nati del 2025 con 60 nuove tessere dedicate ai futuri lettori. Nei teatri in città sono tornate le grandi fiabe, dalla tenda di Nicole & Martin al Parco del Popolo fino ai Chiostri, ai musei, alle biblioteche che hanno totalizzato quasi duemila presenze.

Reggionarra 2026 Foto A. Mazzoni

Hanno avuto la centralità di sempre i genitori narratori, una “flotta narrante” di 450 adulti, che in vent’anni hanno imparato a raccontare per scelta, non per professione. Gli incontri in preparazione dell’evento hanno visto la partecipazione di 900 persone a conferma della natura più profonda del progetto: la convinzione che i bambini siano soggetti capaci e portatori di pensiero — cuore del Reggio Emilia Approach — non si ferma ai cancelli delle scuole, ma diventa pratica di un’intera città. L’ultimo gesto collettivo è arrivato domenica sera, ai Chiostri di San Pietro con la Flotta narrante. È qui che il sindaco Marco Massari ha annunciato le date della prossima edizione — 21, 22 e 23 maggio 2027 — e l’assessora alle Politiche educativeMarwa Mahmoud ne ha svelato il tema: “Abracadrabra con le storie il mondo si crea”.

Reggionarra 2026 Foto A. Mazzoni

“Siamo molto soddisfatti che questa ventesima edizione del festival abbia registrato numeri estremamente significativi – ha sottolineato l’assessora Mahmoud – non solo per la straordinaria partecipazione di bambini e famiglie, ma anche per quei risultati che rappresentano per noi il segno più autentico del valore della comunità che si stringe attorno a Reggionarra.

Tra questi, i 42 vasi e le 42 girandole realizzati dalle scuole, le 60 nuove tessere della biblioteca dedicate ai bambini nati nel 2025, a cui si è aggiunto anche un piccolino nato nel 2026, e i 95 genitori narratori, protagonisti di questa e delle passate edizioni, che si sono ritrovati ai Chiostri di San Pietro per ricevere il loro “diploma” e condividere insieme il momento conclusivo del festival. È stato proprio questo incontro finale a restituire il senso più profondo dei vent’anni di Reggionarra: una comunità viva, partecipe e capace di riconoscersi nei valori della cultura, dell’educazione e della narrazione condivisa”.