REGGIO EMILIA – Un pomeriggio di violenza e tensione nei pressi di un parco cittadino a Reggio Emilia, dove un diverbio si è trasformato in una vera e propria rapina. L’intervento tempestivo dei Carabinieri della Sezione Radiomobile di Reggio Emilia ha permesso di individuare il presunto autore del reato nel giro di brevissimo tempo e di recuperare l’oggetto sottratto.

Per questi motivi i carabinieri hanno denunciato un 29enne straniero senza fissa dimora, con l’accusa di rapina aggravata. L’allarme è scattato nel pomeriggio del 7 giugno 2026, quando è giunta la segnalazione al centralino d’emergenza riguardo a un aggressione consumata in via Adua. Secondo quanto ricostruito, la vittima, un giovane di 23 anni di origine indiana e senza fissa dimora, si trovava seduta su una panchina del parco “Il Tasso” quando è stata avvicinata da un conoscente, un cittadino di origine africana.

Il 23enne avrebbe chiesto spiegazioni all’uomo in merito alla sua presunta presenza, nei giorni precedenti, nei pressi della propria autovettura, all’interno della quale vive abitualmente. In risposta, l’interlocutore avrebbe reagito con insulti e violenza, colpendolo ripetutamente con schiaffi al volto e calci ai fianchi.

Nel corso della colluttazione, la vittima avrebbe appoggiato il proprio smartphone a terra; l’aggressore, approfittando della situazione, si sarebbe impossessato del telefono per poi allontanarsi a bordo di una bicicletta. Poco più di un’ora dopo, il giovane avrebbe nuovamente individuato il presunto responsabile nei pressi di via Adua e, temendo una nuova aggressione, avrebbe richiesto l’intervento del 112.

I Carabinieri della Sezione Radiomobile, giunti tempestivamente sul posto, sono riusciti a rintracciare e identificare il presunto aggressore che ha consegnato spontaneamente lo smartphone appena sottratto, un iPhone 17 Pro Max, che è stato restituito integro al legittimo proprietario. Il 29enne è stato quindi accompagnato in caserma per gli accertamenti di rito e, alla luce degli elementi di presunta responsabilità raccolti a suo carico, è stato deferito in stato di libertà. La vittima dell’aggressione ha infine rifiutato l’intervento del personale sanitario.