REGGIO EMILIA – È stata presentata ufficialmente oggi mercoledì 1 luglio a Bruxelles la candidatura di Reggio Emilia a Capitale europea del Volontariato 2028, il titolo a cui la città emiliana ambisce quale riconoscimento della storica esperienza di cooperazione, volontariato e coinvolgimento territoriale che la contraddistingue.

Reggio ha infatti deciso di partecipare a questa sfida europea in virtù di una storia di solidarietà lunga quasi due secoli che, negli anni, ha trasformato questa vocazione in un modello riconosciuto a livello europeo che oggi vuole essere valorizzato: Reggio Emilia attualmente conta 400 organizzazioni del terzo settore attive, con 27.000 volontari — uno ogni sei abitanti — a cui si aggiungono 1.800 volontari civici comunali, oltre 500 volontari del verde che contribuiscono a tenere aperti 100 parchi, 9 Consulte civiche che producono Patti di scopo per i quartieri e circa 60 Gruppi di Controllo di Comunità nei quartieri.

Reggio si troverà a competere per il titolo con le città di Lleida (Spagna), Odder (Danimarca) e Plzeň (Repubblica Ceca). Il prossimo appuntamento del percorso di candidatura è il 15 ottobre 2026, con la presentazione delle candidature a Bruxelles davanti alla giuria del Centro europeo per il volontariato (Cev). L’annuncio della città vincitrice è previsto per il 1 dicembre, al termine del processo di valutazione.

“La candidatura a Capitale europea del volontariato – afferma l’assessore alla Cura della città Davide Prandi – vuole riconoscere e valorizzare ciò che migliaia di volontari costruiscono ogni giorno nella nostra città. Reggio Emilia è capitale del volontariato da generazioni e generazioni: un popolo che continua questa opera silenziosa di cura, partecipazione e responsabilità collettiva.

La candidatura appartiene – aggiunge Prandi – a un’intera comunità: alle associazioni, ai volontari, ai cittadini e a tutte le istituzioni che hanno contribuito a costruire questo percorso”.

“L’idea di Reggio Emilia Capitale Europea del Volontariato 2028 rappresenta la candidatura di un intero modello territoriale fondato sulla partecipazione, sulla solidarietà e sulla capacità delle comunità di costruire risposte condivise ai bisogni delle persone – sottolinea l’assessore della Regione Emilia-Romagna e membro del Comitato delle Regioni Alessio Mammi – Reggio Emilia porta in Europa una storia fatta di cittadinanza attiva, collaborazione tra istituzioni e associazionismo, capacità di creare coesione sociale e opportunità di inclusione. La candidatura di Reggio Emilia a Capitale Europea del Volontariato 2028 è il riconoscimento di un patrimonio collettivo che appartiene a tutta l’Emilia-Romagna e che oggi può diventare un esempio per l’Europa.”

La cerimonia odierna di presentazione della candidatura ha visto la consegna da parte della Direttrice del Cev, Gabriella Civico del Candidate certificate, riconoscendo Reggio Emilia tra le città formalmente in competizione per il titolo. All’iniziativa, realizzata grazie all’importante collaborazione della Delegazione della Regione Emilia-Romagna presso l’Ue, erano presenti Davide Prandi, assessore alla Cura della città e alla partecipazione del Comune di Reggio Emilia, Lucia Piacentini, presidente di Csv Emilia, Sabrina Rosati, direttrice tecnica della Fondazione E35. Forte il sostegno delle istituzioni locali e nazionali: alla cerimonia hanno partecipato anche i parlamentati europei Annalisa Corrado (host dell’iniziativa), Alessandra Moretti, Stefano BonacciniAlessandro Zan, l’assessore della Regione Emilia-Romagna e membro del Comitato delle Regioni Alessio MammiSerena Angioli della Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Ue e tra gli altri anche membri del Parlamento della Circoscrizione Nord Est e delle Commissioni Empl e Cult.

La candidatura a European Volunteering Capital 2028 è promossa dal Comune di Reggio Emilia, in collaborazione con il Centro di Servizi per il Volontariato CSV Emilia, e con il supporto della Fondazione E35.