REGGIO EMILIA – Nuovo assetto organizzativo per il sistema di emergenza-urgenza della provincia. Attraverso un percorso iniziato nel dicembre 2025, il 12 giugno 2026 è stato ufficialmente risolto l’ultimo contratto con le cooperative per la fornitura dei cosiddetti “medici gettonisti” che negli ultimi anni avevano prestato servizio nei vari Pronto Soccorso e Punti di Primo Intervento (PPI) degli ospedali del territorio.

Questo traguardo è il risultato di una precisa scelta strategica incentrata sul concetto di “ragionare in rete”. Un approccio che il Dipartimento d’Emergenza-Urgenza (DEU) non applica più soltanto alla gestione delle patologie tempo-dipendenti, ma che è diventato il pilastro portante per la gestione stessa dell’organico.

L’organico del Pronto Soccorso di Reggio Emilia si attesta su livelli di stabilità prossimi alla copertura, raggiunti grazie agli esiti positivi delle ultime procedure concorsuali, che hanno consentito di assumere diversi medici. Per far fronte alle necessità dei presidi periferici, il Dipartimento Emergenza Urgenza ha messo in campo una programmazione mirata che si muove contemporaneamente su più binari.

Da un lato, l’immediata continuità dei servizi è garantita sia dalla rotazione attiva dei medici della struttura di Reggio Emilia sui vari turni provinciali, sia dall’attivazione di contratti a tempo determinato nei punti più sollecitati. Dall’altro, si sta lavorando sul consolidamento a lungo termine attraverso l’inserimento di nuovo personale da concorso, per il quale è stato previsto l’innovativo modello d’ingaggio “60/40”.

Il nuovo modello organizzativo prevede che il professionista neo-assunto svolga il 60% del proprio monte orario nel distretto periferico di assegnazione e il 40% presso l’Hub di Reggio Emilia. Il modello è stato pensato per coniugare la stabilità dei servizi sul territorio con la crescita professionale dei medici. Se da un lato assicura una copertura strutturale ai Pronto Soccorso e ai Punti di Primo Intervento periferici, dall’altro offre ai professionisti la possibilità di mantenere elevate le proprie competenze cliniche grazie all’attività svolta all’Hub di Reggio, un vivaio formativo caratterizzato dalla gestione quotidiana di casistiche complesse.

L’attrattività formativa della struttura è confermata dai dati dello scorso gennaio, mese in cui sono state discusse 12 tesi di specializzazione in Medicina d’Emergenza-Urgenza (MEU), sviluppate all’interno del DEU reggiano (6 discusse a Parma e 6 a Modena): ben 10 di questi specialisti hanno scelto di fermarsi a lavorare a Reggio Emilia. L’impegno della Direzione resta ora focalizzato sul consolidamento del sistema.

Per garantire un’assistenza omogenea e di qualità a tutti i pazienti, in qualsiasi distretto della provincia, la priorità è mantenere potenziato l’organico di ruolo nei presidi di rete. L’obiettivo finale, attraverso il proseguimento delle assunzioni e il perfezionamento dei modelli di rotazione, è portare a pieno regime l’intera rete DEU provinciale.