A Reggio Emilia nasce “Terre e acque dell’Ariosto”, il nuovo paesaggio protetto alle porte della città. La giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha avviato l’iter per l’istituzione della nuova area protetta che si estenderà su una superficie complessiva di 5.189 ettari e sarà gestita dall’ente di gestione per i Parchi e la biodiversità Emilia Centrale. Il progetto, che ha ricevuto parere positivo della commissione Territorio, presieduta da Paolo Burani, nasce con l’obiettivo di creare una grande “infrastruttura verde” che connetterà la città alla campagna con il rafforzamento del torrente Rodano come corridoio ecologico. L’iniziativa punta a tutelare la biodiversità locale e a promuovere lo sviluppo agricolo sostenibile e la mobilità lenta, oltre a mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Tutto ciò avverrà grazie a un investimento di oltre 1,8 milioni di euro per la riqualificazione dell’area.

Il progetto è stato presentato dall’assessora ai Parchi Gessica Allegni e approvato all’unanimità dalla commissione.

“Il voto unanime della commissione dimostra che abbiamo ben lavorato, questo è un progetto che viene da lontano e che ha il merito di aver coniugato tutela dell’ambiente e attività agricola tanto che un gruppo di agricoltori sta pensando di dare vita a prodotti a chilometro zero che nel nome ricorderanno Ludovico Ariosto visto che anche la scelta del nome del parco è stata un’ottima iniziativa che va ben al di là del marketing”, ha spiega Andrea Costa (Pd).

Apprezzamento per quanto fatto anche da parte di Priamo Bocchi (FdI) che invita a “coniugare tutela dell’ambiente con turismo e attività agricola”, e da Luca Sabattini (Pd) per il quale occorre avere ben chiaro come si sia raggiunto l’obiettivo di realizzare l’area protetta reggiano in modo da portare avanti progetti analoghi anche in altre province.

Il nome Terre e acque dell’Ariosto è stato scelto dai cittadini durante un percorso partecipativo e prende il nome da Ludovico Ariosto che soggiornò a lungo nella villa del Mauriziano, centro simbolico del parco. All’interno del perimetro si trova lo storico rione popolare quartiere Venezia il cui nome deriva dal sistema storico di canali a cielo aperto che costeggiavano le case e che, in passato, alimentavano i mulini. Tra le aree incluse spicca il parco dell’Acqua di Bazzarola, una delle centrali idriche più importanti della regione, capace di custodire 10 milioni di litri d’acqua. L’area comprende anche l’oasi naturalistica di Marmirolo, uno specchio d’acqua nato artificialmente da una ex cava di argilla, oggi paradiso protetto che ospita 31 specie animali di interesse conservazionistico, tra cui cicogne bianche e tartarughe palustri. Il progetto prevede il coinvolgimento attivo della cittadinanza e una rete di 45 chilometri di sentieri escursionistici per gli amanti del trekking e della bicicletta.