
REGGIO EMILIA – Acer Reggio Emilia, l’azienda pubblica che gestisce gli alloggi popolari di proprietà dei Comuni, chiuderà il bilancio 2025 con una perdita di circa 430mila euro.
“La nuova dirigenza – dicono Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli, consiglieri di Coalizione Civica – attribuisce il disavanzo soprattutto alle dichiarazioni fiscali tardive o irregolari presentate dall’ex commercialista. Ma non può essere questa l’unica risposta: dove erano gli amministratori, i dirigenti e i sindaci che in tutti questi anni hanno controllato Acer e approvato i suoi bilanci?

Acer – proseguono – non è un’azienda privata lasciata nelle mani di un professionista. È un ente pubblico, amministrato da persone nominate dalla politica e controllato dai Comuni della provincia. Qualcuno avrebbe dovuto verificare prima, fare domande e accorgersi di quello che stava accadendo.
Di fronte a una perdita di quasi mezzo milione di euro, a circa 700 appartamenti vuoti e a una situazione finanziaria e gestionale così delicata, servono – concludono – amministratori e manager di comprovata esperienza, scelti per competenza nella gestione economica, immobiliare e dell’edilizia pubblica”.
Anche Cisl ha commentato il bilancio in rosso di Acer. Rosamaria Papaleo, segretaria generale della Cisl Emilia Centrale, è intervenuta chiedendo ai vertici dell’azienda un cambio di passo nel confronto con tutto il territorio sul tema della casa pubblica. “L’elefante nelle stanze di Acer – si legge nella nota – è la morosità accumulata negli anni, che rende l’azienda di Reggio un caso di studio in tutta la regione. È da qui che occorre ripartire, con trasparenza, obiettivi misurabili e un confronto stabile con la comunità e le parti sociali. Verissimo: la nuova governance ha ereditato una situazione difficile, ma proprio per questo ha il diritto/dovere di aprire una stagione diversa”.
“Acer – continua – è un asset fondamentale di un territorio che sta prendendo sempre più coscienza di quanto profonda e grave sia l’emergenza casa. Per tutti. Se la gestione dell’emergenza casa diventa un fatto di Comunità, il futuro di Acer non può essere discusso soltanto negli organi amministrativi: deve diventare una questione pubblica, affrontata con franchezza, anche insieme alle parti sociali. Apprendere i numeri dei bilanci solo a mezzo stampa è francamente riduttivo”.
Il dato più preoccupante che emerge dai bilanci riguarda i crediti verso gli assegnatari. Nel 2018 erano 11,9 milioni di euro; nel 2024 hanno raggiunto 16,4 milioni: 4,5 milioni in più, quasi il 38%.

“Una massa che ha radici antiche e che non basta acquisire come dato critico di bilancio. Andrebbe anche chiarito, alla luce del sole, perché l’Azienda è in queste condizioni, perché la spia rossa sul cruscotto non si è accesa o non si è vista per tempo e, quindi, se ci sono responsabilità e di chi”, osserva Papaleo.
“Acer serve all’intero territorio a condizione che questa strategia di risanamento non sia solo un fatto tecnico, amministrativo, ma una ripartenza condivisa – prosegue Papaleo –. La nuova leadership può trasformare questa eredità in un cambio di metodo, fissando obiettivi, rendendo leggibili i risultati e le criticità e costruendo alleanze territoriali. Leggiamo che il Presidente Amico vuole aprirsi al confronto con i sindacati e ora confidiamo che ciò accada in modo strutturale, perché avremmo tante cose da chiedere al Presidente in ordine ai conti dell’Azienda, ai costi delle manutenzioni e delle rigenerazioni degli alloggi sfitti, ma soprattutto in ordine a come Acer possa diventare uno strumento non solo di gestione ma di elaborazione di una strategia reggiana per la casa”, conclude Papaleo.


