
REGGIO EMILIA – Due gravi episodi di violenza contro il personale della Polizia penitenziaria si sono verificati nel giro di poche ore nel reparto “Antares”, confermando criticità già note e più volte denunciate. «Gli agenti non possono continuare a entrare in servizio mettendo a rischio la propria incolumità», afferma Ivano Maltoni, segretario regionale Fns Cisl. Cisl Emilia Centrale e Fns Cisl esprimono piena solidarietà ai lavoratori coinvolti e chiedono all’Amministrazione penitenziaria di intervenire subito, perché la sicurezza di chi opera nel carcere non può più essere affidata esclusivamente alla professionalità, al coraggio e al sangue freddo del personale.
Non è la prima volta che nel carcere reggiano si verificano aggressioni e gravi episodi di violenza ai danni di chi lavora. Le criticità nella gestione dei detenuti ad alta pericolosità erano già state segnalate nelle scorse settimane, insieme all’inadeguatezza strutturale e organizzativa di un reparto nel quale vengono collocati soggetti violenti, appartenenti anche a gruppi con elevato rischio di conflittualità interpersonale, determinato dall’appartenenza a differenti circuiti detentivi, matrici culturali o tipologie di reato. Le denunce del sindacato sono rimaste senza risposte sufficienti e oggi trovano una nuova, drammatica conferma.
«Quanto accaduto a Reggio Emilia non è un fatto imprevedibile, ma la conseguenza di problemi conosciuti e denunciati da tempo – prosegue Maltoni -. La professionalità e lo spirito di sacrificio degli agenti non possono continuare a sostituire gli interventi che spettano all’Amministrazione. Servono decisioni immediate, prima che si verifichino conseguenze ancora più gravi».
Cisl Emilia Centrale e Fns Cisl chiedono all’Amministrazione penitenziaria di garantire condizioni di lavoro realmente sicure attraverso il rafforzamento degli organici, una revisione profonda dell’organizzazione del reparto e il trasferimento dei detenuti ad altissima pericolosità in strutture adeguate alla loro gestione. Occorre inoltre superare le rigidità burocratiche che impediscono al Gruppo di Intervento Regionale, presente proprio nell’istituto reggiano e formato per affrontare eventi critici, di intervenire tempestivamente a supporto del personale locale.
«È paradossale disporre di professionalità specializzate e non poterle utilizzare nel momento in cui risultano indispensabili – chiosa Maltoni -. L’Amministrazione ha il dovere istituzionale di intervenire con misure concrete e tempestive. La sicurezza degli agenti non può essere rinviata ancora e non può dipendere dalla capacità del personale di fronteggiare ogni volta situazioni estreme».


