CASTELNOVO MONTI (Reggio Emilia) – A dieci anni dalla scomparsa di Valeria Ferretti Incerti, il Comune di Castelnovo promuove un momento pubblico di ricordo e di condivisione che sarà anche l’occasione per annunciare l’avvio dell’iter di intitolazione a Valeria della strada che conduce al polo scolastico del Peep-Pieve. L’appuntamento è in programma domenica 2 agosto alle ore 18 al Palasport Giorgio Guidetti, dove familiari, amici, istituzioni e cittadini ripercorreranno la storia di una giovane donna che ha lasciato un segno profondo nella comunità.
Valeria aveva solo dodici anni quando una leucemia cambiò radicalmente la sua vita. Dopo il trapianto di midollo osseo e la conseguente paralisi agli arti inferiori non si è mai arresa. Al contrario, ha affrontato ogni sfida con determinazione, conseguendo due lauree all’Università di Modena e Reggio Emilia, entrambe con il massimo dei voti: la laurea triennale in Scienze della Formazione con una tesi dedicata al rapporto tra lavoro e genitorialità e la laurea magistrale in Scienze della Comunicazione e dell’Economia, conclusa con 110 e lode e bacio accademico, approfondendo il tema dei marchi di tutela e delle indicazioni geografiche attraverso il caso del Parmigiano Reggiano.

Ma il suo percorso non si è fermato ai risultati accademici. Valeria è stata un punto di riferimento per tante persone grazie alla sua capacità di trasformare le difficoltà quotidiane in occasioni di cambiamento. Le barriere architettoniche che incontrava lungo il suo cammino non sono mai state motivo di rassegnazione, bensì di dialogo e di proposta. Ha collaborato con l’amministrazione comunale sui progetti per l’abbattimento delle barriere architettoniche nel centro del paese, una scelta che racconta bene il suo modo di essere: determinata, concreta, sempre rispettosa e gentile.

Il sindaco Emanuele Ferrari sottolinea il significato dell’iniziativa: “Intitolare una strada a Valeria significa riconoscere il valore di una persona che ha saputo affrontare prove durissime senza mai perdere il sorriso, la curiosità e la voglia di costruire qualcosa di utile per gli altri. Valeria non si è mai limitata a superare gli ostacoli che la vita le ha posto davanti: li ha trasformati in occasioni per rendere il nostro territorio più giusto, più accessibile e più inclusivo. Lo ha fatto con l’impegno negli studi, conclusi con risultati straordinari, con la forza con cui ha affrontato la malattia e con l’attenzione costante ai diritti delle persone con disabilità. Il suo ricordo è ancora oggi così vivo perché continua a parlare attraverso le persone che l’hanno conosciuta, gli amici, i volontari, la Croce Verde e soprattutto la sua famiglia, che con discrezione e generosità ne custodisce i valori e continua a trasmetterli. A loro va il ringraziamento dell’intera comunità”.

Per il padre Ovidio Ferretti Incerti, quella di Valeria è soprattutto una storia di coraggio quotidiano: “Valeria non si è mai pianta addosso, nemmeno una volta. Nonostante tutte le difficoltà è sempre stata impegnata e combattiva, ma sempre con garbo e gentilezza. Aveva una forza incredibile e guardava sempre avanti. Per andare all’università ogni mattina che doveva recarsi a Reggio la accompagnavano i volontari della Croce Verde perché il pullman non era accessibile, ma lei non ha mai pensato di rinunciare ai suoi studi. Ha conseguito due lauree con il massimo dei voti perché credeva profondamente nel valore della conoscenza e dell’impegno. Era felice quando riusciva a migliorare qualcosa anche per gli altri, come quando bastò una telefonata al Comune di Reggio per far installare una rampa che permettesse l’accesso a tutti. Questo era il suo modo di vivere”.
Ovidio ricorda anche come la figlia sia rimasta sempre attiva fino all’ultimo, frequentando corsi, la palestra e coltivando relazioni profonde con amici e volontari. Dopo la sua scomparsa, nel 2016, anche lui ha trovato nella solidarietà una strada per continuare il suo esempio, tornando a prestare servizio come volontario della Croce Verde di Castelnovo Monti, dove oggi è tra i volontari più attivi.
“La scelta di intitolare una strada a Valeria – conclude Ferrari – rappresenta quindi molto più di un gesto simbolico. È il riconoscimento di una testimonianza civile che continua a parlare al presente, ricordando come inclusione, attenzione verso gli altri e partecipazione possano nascere anche dall’esperienza personale della fragilità.

L’incontro del 2 agosto sarà aperto a tutta la cittadinanza e costituirà un’occasione per condividere ricordi, emozioni e l’avvio di un percorso destinato a rendere permanente, anche nella toponomastica della città, la memoria di una giovane donna che ha saputo lasciare un’impronta profonda nella nostra comunità”