Imparare a osservare prima ancora di scattare, trasformando un’immagine in un vero e proprio racconto narrativo. È questo il cuore del percorso che ha visto sei docenti del Liceo Artistico Statale “G. Chierici” di Reggio Emilia protagonisti a Barcellona di una mobilità Erasmus+ KA121-VET, intitolata «Il linguaggio visuale per raccontare un progetto: la documentazione attraverso la fotografia». Un’iniziativa di grande valore formativo che è stata resa possibile grazie all’impegno organizzativo della referente Erasmus, prof.ssa Paola Panciroli, e alla visione della Dirigente Scolastica, prof.ssa Elena Ferrari, le quali hanno sostenuto e approvato con entusiasmo l’esperienza.

Dal 13 al 17 luglio 2026, presso le aule dello storico Institut d’Estudis Fotogràfics de Catalunya (IEFC), i docenti Simone Balzanetti, Linda Fabbris, Katiuscia Incarbone, Arianna Lerussi, Pamela Scolari e Simona Figurella – suddivisi tra livello base e avanzato – si sono messi in gioco sotto la guida del noto fotografo e formatore Quim Farrero. Attraverso una stimolante alternanza tra lezioni teoriche, workshop di editing e sessioni pratiche sul campo, ciascun docente ha sviluppato un proprio project work fotografico tra le vie della città catalana. La voce dei protagonisti: tra creatività e comunità L’esperienza si è rivelata una fondamentale occasione sia professionale che umana. A questo proposito, la prof.ssa Pamela Scolari sottolinea come «l’esercitazione pratica ci ha spinti a esplorare la città con occhi nuovi. Impostare il lavoro con uno sguardo fotografico specifico ci ha costretti a rallentare e a guardare la città da ricercatori visivi anziché da turisti: questo cambio di passo è l’insegnamento più grande da riportare nella nostra scuola». D’altra parte, trovarsi improvvisamente nella posizione dei propri studenti ha generato importanti riflessioni. Infatti, la prof.ssa Simona Figurella osserva che «questo nostro “vagare” tra le vie della città alla ricerca della fotografia migliore ci ha posti in una situazione normalmente riservata agli allievi». A ciò si collega la testimonianza della prof.ssa Linda Fabbris, la quale sposta l’attenzione sul valore della condivisione: «Ho imparato a scegliere un punto di vista per conoscere più approfonditamente la realtà, ma altrettanto fondamentale è stato imparare a selezionare e scartare le foto meno significative insieme ai colleghi».

Oltre all’aspetto didattico, un altro pilastro dell’Erasmus è stato senza dubbio la costruzione del gruppo. In tal senso, il prof. Simone Balzanetti evidenzia il valore profondo della comunità educante, ricordando che «condividere momenti informali e viaggiare insieme crea
un “lessico familiare”, presupposto indispensabile per confrontarsi poi in modo sereno e costruttivo a scuola». Inoltre, per chi insegna già linguaggi visivi, il corso ha offerto un importante momento di crescita internazionale. Da un lato, la prof.ssa Arianna Lerussi ricorda che «oggi l’immagine non è una semplice rappresentazione della realtà, ma è diventata esperienza e racconto; il confronto mi ha permesso di affinare il mio registro visivo e acquisire metodologie direttamente spendibili nella didattica». Dall’altro lato, la prof.ssa Katiuscia Incarbone mette in luce l’efficacia del metodo maieutico utilizzato durante il corso, spiegando come «Ferrero ci ha insegnato che è impossibile fotografare senza porsi in profondo ascolto con la realtà che si desidera raccontare ».

I frutti di quanto appreso a Barcellona non rimarranno confinati all’esperienza individuale dei partecipanti, ma si tradurranno in un concreto arricchimento per l’intero Liceo Chierici. Infatti, nell’ambito dell’area umanistica di Italiano e Storia, lo storytelling fotografico così strumenti più incisivi per documentare i percorsi di studio e l’attività didattica. Parallelamente, all’interno del Dipartimento di Discipline Plastiche e Scultoree, la fotografia verrà integrata in modo sistematico nella documentazione artistica, guidando le studentesse e gli studenti a narrare l’intero processo creativo dei manufatti, dalla progettazione iniziale alla realizzazione finale. Infine, per quanto riguarda l’indirizzo Audiovisivo e Multimediale, le nuove competenze acquisite permetteranno di potenziare le fasi di editing e la selezione critica delle immagini, abituando i ragazzi a sviluppare storie visive strutturate con una sempre maggiore consapevolezza etica e linguistica. L’esperienza dimostra come l’apertura internazionale dei docenti rappresenti il motore principale per rinnovare la didattica quotidiana e accompagnare gli studenti verso le sfide del futuro.