
REGGIO EMILIA – Dietro il successo del 18° Congresso Mondiale di Musicoterapia, che dal 7 al 12 luglio ha portato a Bologna 1.600 professionisti provenienti da 75 Paesi, c’è anche una reggiana. Si tratta di Mariagrazia Baroni, musicoterapeuta dell’Hospice Casa Madonna dell’Uliveto e docente di musicoterapia al Conservatorio “A. Vivaldi” di Alessandria, che ha ricoperto il ruolo di Congress Organizer dell’evento, il più importante appuntamento internazionale dedicato alla disciplina.
Per sei giorni il Palazzo dei Congressi di Bologna è diventato il punto di riferimento mondiale per ricercatori, clinici e professionisti della musicoterapia. Oltre 700 gli appuntamenti in programma tra relazioni scientifiche, workshop, tavole rotonde e conferenze, accomunati dal tema “Connecting Borders. Creating Networks and Enhancing Identities through Music Therapy”, dedicato alla costruzione di reti internazionali e allo sviluppo dell’identità professionale attraverso la musicoterapia.

Tra gli argomenti affrontati, le neuroscienze applicate alla musica, la musicoterapia nelle terapie intensive e nelle cure palliative, il sostegno ai pazienti oncologici, la salute mentale e le più recenti evidenze scientifiche sull’efficacia degli interventi musicoterapeutici. Spazio anche alle nuove prospettive offerte dall’intelligenza artificiale nella pratica clinica, in un confronto tra innovazione tecnologica e relazione di cura.
Tra gli ospiti di maggior rilievo internazionale era presente anche la professoressa Cheryl Dileo della Temple University di Philadelphia, tra le figure più autorevoli della musicoterapia a livello mondiale e fondatrice di uno dei primi corsi universitari della disciplina negli Stati Uniti. Con lei Mariagrazia Baroni ha pubblicato il volume Music Therapy in End of Life, considerato un testo di riferimento internazionale per la musicoterapia nelle cure palliative e nel fine vita.
Oltre al ruolo di organizzatrice del congresso, Mariagrazia Baroni è stata protagonista anche sul piano scientifico, presentando tre contributi. Due tavole rotonde sono state dedicate alla musicoterapia in hospice e nelle cure palliative. La prima ha approfondito il ruolo della musicoterapia nella valutazione della sofferenza psico-esistenziale dei pazienti, un lavoro nato da oltre vent’anni di esperienza clinica presso l’Hospice Casa Madonna dell’Uliveto e sviluppato insieme alla psicologa e psicoterapeuta Elisa Rabitti e agli infermieri Giulia Governatori ed Edoardo Pasqualotto. La seconda ha affrontato il contributo della musicoterapia nell’assistenza alle persone con malattia in fase avanzata, valorizzando l’approccio multidisciplinare delle équipe di cura.

Il terzo contributo ha presentato i risultati della prima survey nazionale sullo stato della musicoterapia negli hospice italiani, da cui è nato uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica BMJ Supportive & Palliative Care, edita dal British Medical Journal. La ricerca offre la prima fotografia della diffusione della musicoterapia negli hospice italiani, evidenziandone punti di forza, criticità e prospettive di sviluppo all’interno delle cure palliative.
L’organizzazione del congresso ha richiesto tre anni di preparazione, coinvolgendo le tre principali associazioni professionali italiane di musicoterapia, numerosi gruppi di lavoro e decine di studenti volontari. Un percorso reso possibile anche dalla consolidata collaborazione tra le realtà del settore, favorita dall’esperienza di Mariagrazia Baroni alla guida dell’Associazione Italiana Professionisti della Musicoterapia (AIM) dal 2016 al 2022. In quegli anni, infatti, la musicoterapia ha conosciuto una crescita significativa e un progressivo riconoscimento istituzionale in Italia.
Un passaggio decisivo è arrivato nel 2021 con l’istituzione, da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), del Biennio di Laurea di II Livello in Musicoterapia (DM 2905), un percorso accademico realizzato attraverso convenzioni tra Conservatori e Università per offrire una formazione interdisciplinare e altamente qualificata. Il processo di consolidamento è proseguito nel 2024, quando il MUR ha promosso e sostenuto l’attivazione dei primi dottorati di ricerca in musicoterapia nell’ambito del sistema AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica), rafforzando ulteriormente il riconoscimento accademico e scientifico della disciplina.
Un percorso di crescita che trova oggi una significativa consacrazione nell’organizzazione di questo grande evento internazionale, insignito del patrocinio del Ministero dell’Università e della Ricerca, del Parlamento Europeo e della Regione Emilia-Romagna, oltre a beneficiare del sostegno di numerosi sponsor. Alla cerimonia inaugurale ha preso parte anche l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi, a testimonianza dell’attenzione crescente delle istituzioni verso il ruolo della musicoterapia nei contesti sanitari, educativi e sociali.
Per numero di partecipanti, quello di Bologna è stato il congresso europeo di musicoterapia più partecipato degli ultimi vent’anni, un risultato che conferma il crescente interesse internazionale verso una disciplina sempre più integrata nei percorsi di cura e di assistenza.
«Abbiamo ricevuto moltissimi apprezzamenti da colleghi arrivati da tutto il mondo, che hanno sottolineato sia l’organizzazione sia l’elevata qualità del programma scientifico – racconta Mariagrazia Baroni –. La soddisfazione più grande è stata vedere Bologna diventare, per una settimana, la capitale mondiale della musicoterapia. Non mi aspettavo invece il riconoscimento come Ambassador di Bologna, ricevuto durante una cerimonia ufficiale in Comune per aver contribuito a portare nel capoluogo emiliano così tanti partecipanti internazionali. È stato un onore e un’emozione».
Le sei giornate di lavoro hanno posto le basi per le future linee di sviluppo della musicoterapia, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra ricerca scientifica, pratica clinica e competenze artistiche, consolidando il ruolo della disciplina all’interno dei sistemi sanitari di tutto il mondo.


