
CASINA (Reggio Emilia) – Sessant’anni di storia dedicati a un prodotto che è un modello di sviluppo, l’identità di un territorio, uno dei volti dell’Emilia-Romagna in Italia e nel mondo. È la Fiera del Parmigiano Reggiano di Casina (RE), che fino al 3 agosto richiama nel comune dell’Appennino reggiano allevatori, casari, imprese, cittadine, cittadini e visitatori per quattro giornate di degustazioni, incontri, concorsi e iniziative culturali dedicate a una filiera che continua a crescere e a rappresentare uno dei principali motori dell’agroalimentare regionale.
Una manifestazione nata oltre sei decenni fa come fiera agricola legata alla vita delle comunità montane, e divenuta uno degli appuntamenti più rappresentativi dedicati al Parmigiano Reggiano e alla produzione di montagna, presidio economico, sociale e ambientale fondamentale per l’Appennino emiliano-romagnolo.
L’edizione 2026, la numero 60, arriva in un momento particolarmente positivo per la Dop regionale. Nel 2025 la produzione ha raggiunto 4,19 milioni di forme, in crescita del 2,7% rispetto all’anno precedente, mentre, per la prima volta nella storia del Parmigiano Reggiano, le esportazioni hanno superato le vendite sul mercato nazionale e rappresentano oggi il 50,5% dei volumi commercializzati.

A inaugurare oggi l’edizione 2026 della Fiera, l’assessore regionale all’Agricoltura e all’Agroalimentare, Alessio Mammi, e il sindaco di Casina, Stefano Costi.
“La Fiera del Parmigiano Reggiano di Casina racconta in modo straordinario ciò che questo prodotto rappresenta oggi per l’Emilia-Romagna- afferma l’assessore Mammi-. Non è soltanto una delle eccellenze più conosciute del Made in Italy, ma un modello di sviluppo che tiene insieme agricoltura, lavoro, tutela del territorio e coesione delle comunità locali. È la dimostrazione che qualità, sostenibilità e competitività possono crescere insieme quando esiste una filiera forte, capace di investire e di innovare senza perdere il legame con il territorio. I numeri ci dicono che questa è la strada giusta. La produzione continua a crescere, l’export ha superato per la prima volta il mercato italiano e, soprattutto, le imprese continuano a investire. Nel primo semestre del 2026 le domande presentate sui bandi dello Sviluppo rurale hanno superato di oltre tre volte la dotazione iniziale disponibile. È un segnale politico molto importante: significa che il nostro sistema agricolo guarda al futuro, vuole innovare, migliorare la sostenibilità ambientale, aumentare la competitività e creare nuovo valore. Per questo abbiamo scelto di destinare quasi 49 milioni di euro aggiuntivi allo scorrimento delle graduatorie, perché il compito delle istituzioni non è frenare chi investe, ma accompagnarlo”.
“Il Parmigiano Reggiano rappresenta inoltre uno dei pilastri della nostra agricoltura di montagna- prosegue Mammi-. Oltre un quinto della produzione nasce in Appennino, dove fare impresa è più difficile ma anche più strategico. Qui l’agricoltura garantisce reddito e occupazione, ma svolge anche una funzione essenziale di presidio del territorio, tutela del paesaggio, contrasto allo spopolamento e prevenzione del dissesto idrogeologico. È per questo che abbiamo rafforzato gli strumenti dedicati alle aree montane, dalle indennità compensative agli incentivi per i giovani agricoltori, perché difendere il Parmigiano Reggiano significa anche difendere il futuro delle nostre montagne. Allo stesso tempo continuiamo a investire sulla promozione internazionale delle produzioni certificate. Le nostre 46 Dop e Igp rappresentano quasi il 37% del valore delle produzioni certificate alimentari italiane e costituiscono una delle infrastrutture economiche più solide della nostra regione. La sfida dei prossimi anni sarà consolidare i mercati europei, rafforzare la presenza nei Paesi extraeuropei e continuare a difendere autenticità, qualità e reputazione delle nostre produzioni. È anche così che si costruisce il futuro dell’agroalimentare emiliano-romagnolo”.
Il Parmigiano Reggiano in numeri
Oltre 4 milioni di forme prodotte nel 2025 (+2,7% sul 2024) e un export ai massimi storici. Sono i numeri del Parmigiano Reggiano, che coinvolge 2.545 allevatori, oltre 200 mila capi di bestiame e quasi 300 caseifici, concentrati soprattutto tra le province di Parma e Reggio Emilia. Il dato più significativo arriva dai mercati esteri: nel 2025, per la prima volta, le esportazioni hanno superato le vendite sul mercato italiano, raggiungendo il 50,5% dei volumi commercializzati, pari a 74.980 tonnellate.
Un trend proseguito anche nel primo trimestre del 2026, con un incremento dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e una quota export salita al 53,2% dei volumi complessivi. Tra i mercati più dinamici, Regno Unito (+7,8%), Canada (+8,3%), Svezia (+8,8%) e Stati Uniti (+2,3%), mentre Francia (-0,3%) e Germania (+0,1%) restano sostanzialmente stabili. L’Europa continua a rappresentare il principale mercato di destinazione, mentre gli Stati Uniti si confermano il primo sbocco commerciale extraeuropeo.
Numeri che si inseriscono nel più ampio primato dell’Emilia-Romagna per le produzioni certificate. Le 46 Dop e Igp regionali hanno raggiunto nel 2025 un valore stimato di 3,994 miliardi di euro, di cui 3,436 miliardi riferiti ai prodotti alimentari e 459 milioni di euro ai vini. La sola componente alimentare rappresenta circa il 37% del valore complessivo delle Dop e Igp italiane. Per sostenere la competitività delle filiere, l’internazionalizzazione delle imprese e la valorizzazione delle produzioni di qualità, tra il 2025 e il 2026 la Regione ha investito 25 milioni di euro nella promozione delle produzioni certificate sui mercati nazionali e internazionali, accompagnando i Consorzi di tutela nelle attività di promozione e nella difesa dell’autenticità delle Dop e Igp emiliano-romagnole.
Il programma della 60^ edizione della Fiera di Casina
Degustazioni guidate, showcooking, musica dal vivo, spettacoli e iniziative dedicate a famiglie e bambini. La Fiera di Casina celebra la sua 60^ edizione con un programma ricco di iniziative, con al centro il mercato ambulante e agroalimentare lungo le vie del paese e lo stand del Parmigiano Reggiano, dove è possibile acquistare il Parmigiano Reggiano – Prodotto di Montagna proveniente dalle quattro province della zona di produzione.
Tra gli appuntamenti più attesi, le degustazioni dedicate alla Dop emiliano-romagnola e ai prodotti del territorio con gli assaggiatori Apr e i sommelier Onav, sugli abbinamenti tra Parmigiano Reggiano e vini e al Lambrusco Rosé con erbazzone montanaro. Domenica 2 agosto il programma proseguirà con “Bollicine spiritose”, dedicato alla Spergola accompagnata da busilan e torte antiche, una nuova degustazione del Parmigiano Reggiano con vini e finale a sorpresa, la preparazione dei cappelletti estivi da parte delle zdōre di Bergogno e un percorso di assaggio che abbina il formaggio a miele, aceto balsamico tradizionale e vini del territorio. Sempre domenica è prevista anche la tradizionale cottura di una forma di Parmigiano, uno dei momenti più spettacolari della manifestazione.
Lunedì 3 agosto, invece, spazio alla tradizione casearia. Dalle ore 20 piazza IV Novembre ospiterà la 9^ Gara di taglio della forma, che vedrà sfidarsi i maestri casari, seguita dalla 14^ edizione del Palio “Città di Casina”, con la premiazione del miglior Parmigiano Reggiano Prodotto di Montagna dell’annata tra le 42 latterie in concorso.


