
REGGIO EMILIA – Nella giornata di ieri, lunedì 3 agosto, ha preso il via il presidio permanente contro l’avvio dei lavori per la realizzazione del PRU Ospizio nell’area del Bosco Ospizio. I primi attivisti sono arrivati intorno alle 6 del mattino, riuscendo a bloccare l’accesso dei mezzi al cantiere. In diversi sono poi rimasti davanti alla ruspa, nonostante le richieste di identificazione e la presenza di polizia e Digos. La mobilitazione ha portato all’allontanamento dei mezzi grazie alla sola presenza dei partecipanti. Gli attivisti hanno inoltre annunciato che il presidio proseguirà in modo permanente anche nei prossimi giorni, in vista del ritorno dei mezzi pesanti previsto per oggi e dell’avvio del cantiere.

Tra i manifestanti, presente anche il consigliere comunale di Coalizione Civica, Dario De Lucia. “Questa mattina (ieri, ndr) sono al presidio per difendere il Bosco Ospizio. Mi sono fatto identificare dalle forze dell’ordine presenti. Abbiamo sostenuto questa battaglia in Consiglio comunale ed è coerente essere qui, sul campo, insieme ai cittadini.
I numeri parlano chiaro: 45mila mq di bosco, oltre 300 alberi adulti a rischio abbattimento e cinque strutture della grande distribuzione nel raggio di circa un chilometro. A questo – continua – si aggiunge la perdita di una corsia sulla via Emilia. E non dimentico che, tre giorni prima della discussione in Consiglio comunale della mozione popolare dei cittadini, l’assessore Pasini aveva già firmato la convenzione. Con la Giunta Massari, su questo, non è cambiato nulla: si continua a tutelare la grande distribuzione e a consumare suolo. Io – conclude – continuo a stare dalla parte del Bosco Ospizio e dei cittadini che lo difendono”.
A stretto giro è arrivata una nota del Circolo PD di Reggio Emilia Est sull’avvio dei lavori, a seguito della recente ordinanza del TAR di Parma che ha respinto la richiesta di sospensiva cautelare. “Non possiamo condividere in alcun modo le ultime polemiche strumentali – si legge nel comunicato – riguardo all’avvio dei lavori del PRU Ospizio. Nelle ultime settimane, abbiamo assistito a nuovi tentativi di alterazione della realtà, come l’asserita mancata esecuzione delle strutture destinate ad accogliere la nuova Casa della Comunità di Reggio Est — presidio sanitario territoriale che riunirà in un unico luogo i servizi di medicina generale, assistenza infermieristica, prossimità sociosanitaria, servizi sociali e biblioteca per i quartieri dell’area Est — falsità prontamente smentita dai soggetti interessati.
È opportuno ricordare – proseguono – come si tratti dell’esecuzione di opere in un’area privata, già compromessa per oltre la metà della superficie utile, finalizzata alla realizzazione, accanto alle costruzioni di interesse del soggetto attuatore, di strutture di pubblica utilità e alla restituzione alla fruizione collettiva di ampi spazi verdi, in quello che per tanti anni è stato un importante luogo di incontro e di socializzazione per i quartieri dell’area urbana a Est della città.
Riguardo agli sviluppi più recenti, la mancata concessione da parte del TAR Parma della sospensiva cautelare è un fatto molto rilevante, come lo sono le ragioni indicate in modo sintetico e categorico dai giudici amministrativi all’interno dell’ordinanza. Non sussistono pregiudizi di alcun tipo, tali da far ritenere necessario uno stop amministrativo.

L’avvio dei lavori – continuano – non può essere rinviato a tempo indeterminato o restare in balia di ricorsi amministrativi che potrebbero essere avanzati con finalità meramente dilatorie. Il periodo estivo inoltre rappresenta un momento molto opportuno per avviare le impegnative opere di demolizione delle fondamenta e dei seminterrati degli edifici storici che tuttora insistono sull’area.
Ci teniamo a precisare come l’iter “urbanistico” del PRU si sia concluso con l’approvazione della variante a maggio del 2024 da parte della Giunta Vecchi, preceduta dalla delibera di adozione della stessa avvenuta nel luglio del 2023. È singolare come in un così ampio arco temporale non ci siano stati rilievi di sorta da parte di forze politiche che si sono ritrovate poi a cavalcare e inseguire i comitati in una gara a perdifiato a chi contesta di più.
In coerenza con quanto affermato nel corso della lunga riflessione sul recupero dell’area dell’ex ricovero, così come nel percorso di co-progettazione degli spazi e delle funzioni della nuova Casa della Comunità, ribadiamo l’urgenza di avviare e completare il prima possibile le opere. Tra l’altro, è noto sin dal trasferimento della biblioteca Ospizio che questa sarebbe “tornata a casa” in spazi rinnovati, una volta recuperata e riaperta al pubblico l’intera area.
Su una cosa possiamo essere d’accordo – concludono – con chi ancora polemizza: l’eccessiva dilatazione dei tempi amministrativi nell’arco di più di quindici anni (dovuta anche alla crisi economica e alle variazioni progettuali). Proprio per questo, non c’è più tempo da perdere”.


