
CORREGGIO (Reggio Emilia) – Un pieno di carburante, una carta di credito svuotata o bloccata e una promessa di pagamento mai mantenuta, condita infine dal goffo tentativo di coprire le proprie tracce denunciando lo smarrimento del proprio documento d’identità. È la sequenza di eventi che ha visto protagonista un 36enne residente nel Reggiano, finito nei guai a seguito delle indagini condotte dai carabinieri.
I fatti risalgono allo scorso 21 febbraio, quando l’uomo si è presentato a bordo della propria autovettura presso un impianto di distribuzione di carburante a Correggio. Dopo aver effettuato un rifornimento per un importo complessivo di circa 82 euro ha effettuato il pagamento tramite carta di credito, rifiutata però dal terminale POS.
Dichiarando di essere sprovvisto di contanti ma mostrandosi apparentemente collaborativo, il 36enne ha proposto alla titolare dell’impianto di lasciare in custodia la propria carta d’identità a titolo di garanzia, assicurando che sarebbe ritornato nella giornata successiva per saldare il debito.
Guadagnata la via di fuga con il serbatoio pieno, l’uomo non è mai tornato al distributore rendendosi irreperibile per il gestore.
A fronte del mancato pagamento e del prolungato silenzio, la titolare dell’impianto si è rivolta ai Carabinieri di Correggio per sporgere formale denuncia di furto. I militari hanno immediatamente avviato gli accertamenti del caso: attraverso i riscontri incrociati sulla targa del veicolo (risultata intestata allo stesso 36enne), le verifiche anagrafiche e la successiva individuazione fotografica — durante la quale la vittima ha riconosciuto il soggetto senza ombra di dubbio — i Carabinieri hanno stretto il cerchio attorno al presunto responsabile.
Nel corso degli approfondimenti è emerso un ulteriore dettaglio singolare: nel successivo mese di marzo, l’uomo si era presentato presso un altro Comando dell’Arma per formalizzare la denuncia di smarrimento proprio di quella medesima carta d’identità che aveva volontariamente consegnato in garanzia al benzinaio, nel chiaro tentativo di procurarsi un nuovo documento e sbarazzarsi delle proprie responsabilità.
Alla luce degli elementi raccolti a suo carico, l’uomo è stato denunciato alla Procura reggiana con l’accusa di furto aggravato con mezzo fraudolento


