di Giuseppe Adriano Rossi

L’ Ordo Virginum costituisce una forma di vita consacrata femminile della Chiesa cattolica, risalente ai primi secoli cristiani e ripristinata dopo il Concilio Vaticano II.

In diocesi è rinato durante l’episcopato di Gilberto Baroni; la prima consacrata è stata nel 1981 Giovanna Gabbi; seguita nel 1984 da Nilde Marchesini. La ripresa delle consacrazioni nell’Ordo Virginum si è avuta con il vescovo Adriano Caprioli nel 2002: Luisina Farioli, Giuditta Delia, Silvia Giavelli. L’ultima è stata Cristina Pattacini  il 12 aprile 2026 con l’arcivescovo Giacomo Morandi.

Attualmente la diocesi di Reggio Emilia-Guastalla ne conta 18.

Le consacrate non vivono in convento, non c’è una superiora; ciascuna fa riferimento al Vescovo diocesano. Ognuna svolge la propria professione e risiede nella propria abitazione.

Infatti le donne che si consacrano vivono la verginità per il Regno dei cieli rimanendo nel proprio contesto sociale, lavorativo e familiare.

L’Ordo Virginum è regolato dal documento vaticano “Ecclesiae sponsae imago” che ne sottolinea la vitalità nella pluriforme ricchezza di carismi personali messi a servizio dell’edificazione della Chiesa e del rinnovamento della società secondo lo spirito del Vangelo. Il fenomeno appare di grande rilevanza, non soltanto per il numero delle donne coinvolte, ma anche per la sua diffusione in tutti i continenti, in moltissimi Paesi e Diocesi, in aree geografiche e contesti culturali tanto diversificati.

L’Ordo Virginum terrà il proprio Convegno Nazionale dal 20 al 23 agosto nella Repubblica di San Marino, organizzato quest’anno dalle diocesi dell’ Emilia-Romagna insieme alla diocesi di San Marino-Montefeltro e al gruppo di Collegamento nazionale.
L’incontro riunirà partecipanti consacrate e in formazione provenienti da tutta Italia sul tema: “Spose, madri, sorelle, amiche. Vivere la corresponsabilità nella vocazione”.

Scopo del convegno è di approfondire il ruolo delle donne consacrate nella Chiesa locale e per la Chiesa universale.