La manifestazione dello scorso febbraio 2025

REGGIO EMILIA – Si è concluso con l’archiviazione il procedimento a carico del botanico Ugo Pellini e di altre otto persone, denunciati dai vertici di Conad Centro Nord Soc. Coop. a responsabilità limitata in relazione alla protesta del 25 febbraio 2025 contro il progetto di ulteriore cementificazione nell’area di Ospizio, a Reggio Emilia.

La manifestazione era legata alla contestazione del progetto per la realizzazione di un nuovo punto vendita Conad, che avrebbe comportato l’abbattimento di circa 154 alberi. Pellini, in virtù della sua esperienza in campo botanico, e gli altri manifestanti erano stati denunciati in concorso per le ipotesi di reato previste dagli articoli 633 del Codice penale, relativo all’invasione di terreni altrui, 635, relativo al danneggiamento, e 610, relativo alla violenza privata.

Già nel luglio 2025, il pubblico ministero aveva chiesto l’archiviazione del procedimento, ritenendo che dagli elementi raccolti non emergessero condotte penalmente rilevanti.

Secondo quanto ricostruito nelle informazioni raccolte dagli investigatori, i manifestanti si erano trattenuti nell’area in modo pacifico, nei pressi del luogo in cui stava operando il giardiniere incaricato dello sfalcio. L’interruzione delle operazioni, stando alle dichiarazioni raccolte, sarebbe stata determinata dalla valutazione dello stesso operatore, che aveva ritenuto rischioso utilizzare una falciatrice con trincia in presenza di più persone nelle immediate vicinanze.

Gli accertamenti avrebbero inoltre escluso episodi di danneggiamento attribuibili agli indagati. La permanenza nell’area, durata complessivamente circa tre ore, sarebbe stata in parte prolungata anche dall’arrivo delle forze dell’ordine, intervenute per identificare i manifestanti e procedere alla redazione dei relativi verbali.

Anche l’ipotesi di violenza privata non sarebbe risultata configurabile. Dalle dichiarazioni raccolte non sarebbero infatti emersi comportamenti riconducibili a una condotta coercitiva nei confronti delle persone presenti.

La decisione definitiva è arrivata l’11 giugno 2026, quando il GIP ha accolto la richiesta del pubblico ministero e disposto l’archiviazione del procedimento perché “il fatto non sussiste”, nonostante l’opposizione presentata da Conad Centro Nord.

Dal provvedimento emerge, in particolare, che non sono stati ravvisati gli elementi necessari per configurare le ipotesi di reato contestate. Gli indagati, secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza, sarebbero entrati nell’area attraverso un passaggio consentito e non avrebbero posto in essere condotte riconducibili a un danneggiamento.

Non sarebbe inoltre emerso un comportamento concretamente idoneo a impedire o ostacolare le operazioni di sfalcio, né sarebbero state accertate minacce finalizzate a impedire l’esecuzione dei lavori con l’escavatrice.

Con il provvedimento del GIP si chiude dunque il procedimento penale scaturito dalla protesta del febbraio 2025. L’autorità giudiziaria non ha ravvisato, sulla base degli elementi acquisiti, gli estremi dei reati contestati agli indagati, disponendo conseguentemente l’archiviazione.

“Il provvedimento – dichiara il difensore di Ugo Pellini – restituisce correttezza a una vicenda nella quale il mio assistito, insieme agli altri 8 indagati, era stato chiamato a rispondere di fatti che, all’esito degli accertamenti della Procura e della valutazione del GIP, non hanno trovato riscontro nella realtà dei fatti sotto il profilo penale. È significativo che sia stato lo stesso Pubblico Ministero a chiedere l’archiviazione e che il GIP abbia disposto l’archiviazione in conformità, ritenendo che il fatto non sussista. Il mio assistito ritiene doveroso dare questa comunicazione anche ai mezzi di informazione che avevano riportato la notizia di una indagine in corso che coinvolgeva il Prof. Pellini in prima persona, dopo anni di insegnamento, di interventi a tutela del verde – pubblico e privato – e di partecipazione alla Consulta Verde, presso il Comune di Reggio Emilia”.