
CANOSSA (Reggio Emilia) – Il fascino immortale della rupe di Canossa e la storia che si cela tra le sue pietre millenarie tornano al centro del panorama culturale reggiano. Questo fine settimana i riflettori si accendono sulle ultime, importanti scoperte che riguardano il cuore del nostro Appennino: l’occasione è la presentazione ufficiale del volume “Canossa, Nuda Silix. Nuovi dati archeologici”, decimo numero della collana Quaderni di Archeologia dell’Emilia-Romagna, edito da NuovAppennino.
L’opera, curata da Annalisa Capurso e Anna Losi, è il frutto di un imponente lavoro corale che ha coinvolto ben quindici autori tra studiosi della Soprintendenza, ricercatori universitari e professionisti del settore. Le pagine del libro ripercorrono le indagini archeologiche condotte sulla rupe e nell’antico borgo, restituendo al lettore un quadro stratificato e complesso. Si parte dalle prime scoperte pionieristiche dell’Ottocento, legate all’illustre figura del nostro don Gaetano Chierici, per arrivare fino ai cantieri e ai restauri degli ultimi vent’anni. Una narrazione affascinante che ricostruisce le fasi di vita, abbandono e rinascita della rocca di Matilde, della chiesa di Sant’Apollonio e dell’intero abitato circostante.


L’incontro vedrà la partecipazione di un parterre di relatori di altissimo livello, le cui voci si alterneranno per illustrare i dettagli di questa straordinaria campagna di studi. I lavori si apriranno con l’intervento del padrone di casa, il sindaco di Canossa Alfredo Gennari. A seguire, prenderanno la parola l’architetto Eugenia Valacchi, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, e Annalisa Capurso, in forza alla Soprintendenza della città metropolitana di Bologna. Il dibattito entrerà poi nel vivo dei dati scientifici grazie agli interventi dell’archeologa professionista Anna Losi, del professor Stefano Lugli dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e di Marta Mondellini dell’Università Statale di Milano.
Un traguardo scientifico che è anche un momento di forte identità per tutta la Val d’Enza, come sottolinea con soddisfazione il primo cittadino, Alfredo Gennari: «Siamo profondamente orgogliosi di accogliere la presentazione di un’opera così centrale per la comprensione delle nostre radici. ‘Canossa, Nuda Silix’ non rappresenta solo un traguardo accademico, ma la celebrazione di un impegno decennale per la tutela della nostra rupe. Questa giornata dimostra come le istituzioni, collaborando in stretta sinergia, riescano a restituire alla comunità un patrimonio di conoscenze inestimabile, consolidando quel senso di identità condivisa che lega indissolubilmente i cittadini a questi luoghi storici».
L’appuntamento, aperto a tutta la cittadinanza e agli appassionati di storia locale, è fissato per la mattinata di sabato 5 settembre 2026, con inizio alle ore 11.00. La cornice scelta per l’evento è il Teatro Comunale “Matilde di Canossa”, situato nel centro di Ciano d’Enza. L’ingresso è libero e, a conferma della volontà di divulgare il più possibile questo prezioso patrimonio di studi, al termine della mattinata di presentazione sarà possibile per i presenti ritirare gratuitamente una copia del volume fino ad esaurimento scorte. Un’occasione imperdibile per portare a casa un pezzo della nostra storia più grande.



