
REGGIO EMILIA – Oggi a Reggio Emilia culminano le celebrazioni religiose legate alla festa della Ghiara. La ricorrenza, tanto cara ai reggiani, ha sempre avuto tra i suoi elementi caratterizzanti le bancarelle artigianali lungo corso Garibaldi, dove ha luogo la Basilica della Beata Vergine della Ghiara, simbolo del culto mariano in città e legata al miracolo di Marchino.
L’amministrazione comunale, quest’anno, ha deciso di sperimentare un nuovo format che ha separato le attività commerciali e ludiche, in programma dal 4 al 6 settembre, e gli eventi culturali e le celebrazioni religiose, organizzate nella giornata di ieri, lunedì 7 settembre, e di oggi, martedì 8 settembre, con la Messa solenne presieduta dall’arcivescovo Giacomo Morandi. Una scelta che ha suscitato perplessità e critiche sia tra molti reggiani che nel mondo politico dell’opposizione.
Marco Eboli, presidente dell’Associazione Balder, è intervenuto in merito a questa scelta attraverso una riflessione, ponendo l’attenzione sull’elemento laico che ha sempre caratterizzato questa festa e la gestione della Basilica stessa, attraverso la Fabbriceria laica della Ghiara. “Il nuovo format deciso dalla Giunta comunale della Festa della Madonna della Ghiara – scrive Eboli – ha stupito molti cittadini, nonostante il programma ufficiale fosse chiaro, ossia la separazione, mai avvenuta prima però, tra le attività commerciali e ludiche, dal 4 al 6 settembre e quella culturale e religiosa dal 7 all’8 settembre, quando si celebra il miracolo della Madonna che guarì il giovane Marchino.
La mia vuole essere una riflessione, non una polemica strumentale. Pertanto penso che il nuovo format abbia tradito la tradizione, ma pure il sentimento laico della Festa della Ghiara. Dopo il miracolo, il popolo di Reggio Emilia aderì a una sottoscrizione popolare grazie alla quale fu edificata la nostra bellissima Basilica. Il nostro Arcivescovo Morandi ricorda sempre questo fatto per sottolineare il diffuso spirito religioso che animava i nostri antenati.
Ebbene però, da quell’impulso popolare nacque una gestione laica della Basilica. Infatti i componenti della Fabbriceria laica della Ghiara, sono eletti dal Consiglio comunale, nella quale siedono anche i Servi di Maria che la curano e custodiscono. Da ciò, a mio parere deriva la considerazione che, celebrare oggi la Madonna della Ghiara, senza il contorno laico delle bancarelle, della festa diffusa in città è appunto un venire meno alla tradizione e alle origini della Festa stessa.
Parlare di sfregio è forse esagerato – conclude – ma sicuramente uno sgarbo che i reggiani e forse anche i commercianti, non hanno gradito. Invito il Sindaco Massari e la sua Giunta ad archiviare, l’anno prossimo, questa sperimentazione, come l’ha definita l’assessore Stefania Bondavalli e tornare alla tradizione”.
“Cattolici o no – ha commentato il Vicecapogruppo di Fratelli d’Italia, Letizia Davoli – la Giareda è la festa di tutti i reggiani, delle famiglie, è vita per il centro storico, per le piazze, per il commercio, per la socialità”.
“Quando me l’hanno detto non credevo alle mie orecchie, ma è tutto scritto nero su bianco nell’ordinanza firmata dal dirigente ed ex assessore Paolo Gandolfi (R.U.O. 558 del 28/08/2026). Dall’atto del Comune di Reggio Emilia si evince chiaramente che i banchetti tradizionali legati alla sagra della Giareda quest’anno dovranno sbaraccare prima dell’8 settembre, giornata clou della manifestazione e ricorrenza della Festa della Madonna della Ghiara”.
A denunciare questa situazione è stato anche Fabio Filippi, del Coordinamento regionale di Forza Italia. “Nessuno era mai arrivato a tanto – commenta Filippi –, perché anche la parte commerciale della Giareda si è sempre conclusa l’8 settembre”.
Filippi poi prosegue sottolineando come già l’anno scorso fosse stato cambiato “il format della sagra spostando i banchetti storici in piazza della Vittoria, fuori dal contesto naturale, per lasciare posto, lungo corso Garibaldi, a bancarelle di botanica e offerte gastronomiche che a Reggio Emilia si vedono tutto l’anno. Ora il colpo di grazia con una Giareda dimezzata: bancarelle costrette a levare le tende in anticipo per ripristinare la Ztl di un Corso Garibaldi sempre meno frequentato, che almeno una volta all’anno diventa cuore della città, vestendosi a festa per celebrare la nostra Madonna della Ghiara”.
8 SETTEMBRE 2026: UNA GIARÈDA SVUOTATA
Il giorno della Festa niente bancarelle, stand e soprattutto le persone in corso Garibaldi
Desolante veramente l’impressione che ha dato Corso Garibaldi – già corso della Ghiara – la mattina dell’8 settembre, Natività della Beata Vergine, una delle più antiche feste mariane.
L’assolato nastro di asfalto – divenuto ZTL – era privo delle tradizionali bancarelle, degli stand che assicuravano un formidabile e ulteriore clima di festa, ma soprattutto delle persone, che negli anni passati lo frequentavano: l’8 settembre, un incontro festoso intergenerazionale, interetnico e interreligioso.
Quarantotto ore prima dell’apice della Giarèda, la Sagra della Città, che ruota proprio attorno alla festa mariana e che i reggiani- e non solo – aspettano e vivono con gioia da quasi mezzo secolo-, tutto sparito.
Venerdì 4, sabato 5 e domenica 6 settembre corso Garibaldi e via Ludovico Ariosto hanno ospitato stand e bancarelle, di fatto l’ennesimo e solito mercato del fine settimana; ma quale legame con la Giarèda se per la festa dell’8 settembre tutto è stato sbaraccato?
Tristezza: questo il sentimento provato precorrendo corso Garibaldi per giungere in Ghiara dove alle 11.00 l’Arcivescovo Giacomo ha presieduto il solenne pontificale e all’uscita sotto un sole cocente dopo aver sentito nell’omelia l’esaltazione della gioia proclamata da mons. Morandi nell’omelia. Assente la vivacità che contraddistingueva l’8 settembre sino al 2025.
Giuseppe Adriano Rossi


