
BIBBIANO (Reggio Emilia) – Nonostante gli fosse stata concessa l’opportunità dell’affidamento in prova ai servizi sociali per espiare una pena accumulata di 2 anni e 6 mesi di reclusione per reati di ricettazione, truffa e sostituzione di persona, ha reiterato condotte violente e oppressive nei confronti dei familiari, arrivando ad aggredire il fratello e il padre convivente. Per questo motivo, il Magistrato di Sorveglianza di Reggio Emilia ha disposto la sospensione immediata della misura alternativa, ordinando la carcerazione di un 43enne residente a Bibbiano. L’ordine è stato eseguito nel pomeriggio di ieri dai Carabinieri della Stazione di Bibbiano, che lo hanno condotto presso la Casa Circondariale di Reggio Emilia.
L’uomo era stato ammesso alla misura dell’affidamento in prova ai servizi sociali dal Tribunale di Sorveglianza di Bologna per espiare un cumulo di pene pari a 2 anni e 6 mesi di reclusione, relativo a condanne per reati contro il patrimonio e la fede pubblica. La misura alternativa mirava a favorire il suo reinserimento sociale e il recupero socio-sanitario, a condizione che venissero rigorosamente rispettate le prescrizioni imposte dal giudice, tra cui la regolare condotta, l’assenza di contatti con soggetti pregiudicati e la corretta convivenza civile. Tuttavia, il percorso di reinserimento si è interrotto a causa di reiterate inosservanze e condotte aggressive all’interno del nucleo familiare, puntualmente segnalate alle autorità competenti.
Tra i fatti principali contestati al 43enne: la circostanza che nel mese di luglio l’uomo è stato fermato privo della prescritta carta precettiva ma soprattutto i fatti che tra luglio e settembre i Carabinieri di Bibbiano sono dovuti intervenire più volte d’urgenza presso l’abitazione dell’affidato. Nel corso di un intervento, l’uomo ha aggredito fisicamente il fratello minore persino alla presenza dei militari operanti; in una successiva occasione ha malmenato il padre convivente, pretendeva continue somme di denaro per spese personali e gli ha sottratto con la forza il telefono cellulare. Gli accertamenti hanno evidenziato una grave situazione di degrado igienico-sanitario dell’alloggio, unita a un atteggiamento reticente dell’uomo, che ha evitato i controlli e i colloqui programmati con l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (UEPE).
Data la manifesta incapacità di autocontrollo e la totale incompatibilità delle sue condotte con le finalità rieducative della misura esterna, il Magistrato di Sorveglianza di Reggio Emilia ha disposto la provvisoria sospensione dell’affidamento e la contestuale carcerazione. Nel pomeriggio di ieri, 18 settembre 2026, i Carabinieri della Stazione di Bibbiano hanno rintracciato e arrestato il 43enne, accompagnandolo presso la Casa Circondariale di Reggio Emilia per la prosecuzione della pena a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


