REGGIO EMILIA – Domenica 20 settembre alle 18, al Teatro Cavallerizza di Reggio Emilia, Festival Aperto proietta tre comiche di Buster Keaton girate tra il 1920 e il 1921, con la musica suonata sotto lo schermo. È Scarecrow, cineconcerto in cui l’Ensemble Multilatérale esegue dal vivo le partiture composte da Martin Matalon nel 2021.

Keaton, in realtà, un’orchestra l’aveva già. Nel sogno che apre The Playhouse va a teatro e trova ogni posto occupato da se stesso: dirige, suona tutti gli strumenti e, già che c’è, si prende anche il palco e la platea, moltiplicato esponendo più volte la stessa pellicola. Quell’orchestra, naturalmente, non si sentiva. Cent’anni dopo gli strumenti tornano in mano a sette persone diverse.

Le altre due comiche funzionano come congegni a orologeria. In One Week due sposi montano una casa in kit di cui un rivale ha scambiato i numeri sulle casse, e l’edificio, storto fin dal primo giorno, finisce sui binari. In The Scarecrow due braccianti dividono una casa dove, a forza di marchingegni, tutte le stanze entrano nell’unica disponibile. Keaton ci si muove dentro senza cambiare espressione: era l’uomo che non rideva mai, e la risata la lasciava al pubblico.

Matalon, nato a Buenos Aires e parigino dal 1993, scrive per il cinema muto da quando l’Ircam gli commissionò una nuova partitura per Metropolis di Fritz Lang; poi sono venuti i film surrealisti di Buñuel e La principessa delle ostriche di Lubitsch. Con Keaton è passato alla commedia, terreno per lui quasi nuovo e raro nella musica contemporanea: «l’umorismo», scrive, «permette di trattare cose importanti con leggerezza». Dalle gag, dove gesti, corpi e oggetti si incastrano come ingranaggi, la musica ricava loop e meccanismi di ripetizione. Il rapporto con l’immagine cambia di continuo: a volte la partitura segue il film colpo su colpo, a volte se ne allontana del tutto e lo lascia a cavarsela da solo. Keaton, come sempre, se la cava.

Multilatérale, ensemble francese guidato dal compositore Yann Robin, lavora stabilmente con l’Ircam. Léo Warynski ne è direttore musicale dal 2014 e nel 2020 la critica francese lo ha nominato personalità musicale dell’anno.